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Salviamo Pompei dal silenzio: oltre 20 mila firme in meno di 24 ore

14 Oct Salviamo Pompei dal silenzio: oltre 20 mila firme in meno di 24 ore

pompei_rifPompei chiama, la società civile si mobilita: l’appello lanciato da Riparte il futuro, la campagna di Libera e Gruppo Abele contro la corruzione, per riportare l’attenzione sul destino del sito archeologico patrimonio dell’umanità raccoglie oltre 20mila firme in meno di 24 ore.
Tanti sono stati i cedimenti, più o meno gravi, degli ultimi anni, e pochi i restauri fatti. “Pompei si sta sbriciolando giorno dopo giorno, eppure il suo peggior nemico non è il tempo: è il silenzio”, si legge nell’appello di Riparte il futuro. “Lo stesso silenzio che ha accolto finora la relazione trasmessa al Parlamento dal direttore generale del Progetto Grande Pompei, il generale dei Carabinieri Giovanni Nistri”. Un lavoro da cui emergono inefficienze, rischi di malaffare e corruzione, incapacità di spendere le risorse disponibili, “ma anche tutte le risposte giuste per reagire e salvare davvero Pompei. Puntando sulla trasparenza, la qualità e la legalità”.
La relazione di Nistri, alto ufficiale dei Carabinieri nominato nel dicembre 2013 dall’allora ministro della Cultura Massimo Bray per gestire in maniera nuova l’emergenza Pompei, denuncia gli intrecci societari che finiscono per avvantaggiare i “soliti noti” e i rischi d’infiltrazione della criminalità organizzata, ma si propone anche la piena trasparenza e la piena accessibilità dei cittadini a tutti i dati e le informazioni disponibili, attivando così un vero e proprio monitoraggio civico sui lavori.
Proposta che va nella stessa direzione del progetto Open Pompei che, secondo una logica di trasparenza sugli interventi di politica di coesione, “apre” virtualmente il cantiere alla partecipazione del territorio, puntando a coinvolgere cittadini, imprese, associazioni e scuole.
La relazione del direttore generale del Grande Progetto Pompei “non può cadere nel silenzio”, tuonano i promotori della campagna. “Per questo chiediamo che le commissioni Cultura della Camera e del Senato convochino immediatamente in audizione, con la massima pubblicità possibile, il generale Nistri affinché possa esporre una relazione fondamentale per delineare la road map verso il salvataggio di Pompei.  Road map sulla quale naturalmente vigileremo”. Riparte il futuro chiede che “le gare di appalto che possono restituire Pompei alla sua straordinaria bellezza diventino un modello di trasparenza e di rispetto delle regole”. Perché “non possiamo permettere che un patrimonio inestimabile dell’umanità cada in rovina per inefficienze, malaffare e silenzi”.

Per i dettagli della campagna e per seguire la petizione in tempo reale:
www.riparteilfuturo.it/savepompei



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