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Sanità: dossier Libera, corruzione e mafia la insidiano

27 Jun Sanità: dossier Libera, corruzione e mafia la insidiano

27.06.2013 | Ansa

Roma – “Gli italiani da un lato godono di buoni livelli di salute, con un sistema dei servizi sanitari che é in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata; dall’altro la corruzione e l’infiltrazione mafiosa rappresentano uno dei principali pericoli per il settore sanitario, producendo effetti non solo economici, ma anche sulla salute delle popolazioni”. E’ quanto riporta un rapporto, intitolato ‘Illuminiamo la salute. Per non cadere nella ragnatela dell’illegalita”, con un’analisi delle cause che condizionano la trasparenza e la legalità nel sistema di tutela della salute. Il rapporto è stato presentato a Roma nell’ambito di un convegno per avviare un percorso di sensibilizzazione e approfondimento, con l’obiettivo di sostenere i tanti operatori che quotidianamente si impegnano a contrastare le diverse forme di opacità, discrezionalità e illegalità presenti nel settore della sanità e di cui spesso sono vittime involontarie e impotenti. Il dossier descrive un Paese dove gli italiani godono di buoni livelli di salute rispetto al resto del mondo sviluppato. Secondo gli ultimi dati del 2011, nel nostro Paese la speranza di vita alla nascita era di 84,6 anni per le donne e di 79,4 anni per gli uomini. La tradizionale buona posizione dell’Italia è confermata da due recenti studi, il rapporto ‘Health at glance 2012′ sullo stato di salute e la spesa sanitaria nei paesi dell’Oecd e il rapporto ‘Global Burden of Disease Study 2010′. Al servizio dei cittadini, in Italia oggi prestano il loro lavoro circa 4 medici ogni 1000 abitanti, in linea con la media dei paesi Ocse, mentre abbiamo circa 6 infermieri ogni 1000 abitanti, contro una media europea di 8. Ma lo studio ricorda anche che la Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore sanitario ha stimato che nel 2012 in Europa il 5,6% del budget per la sanità è stato assorbito dalla corruzione. In Italia le stime effettuate dalla sola Guardia di Finanza per il triennio 2010/2012 indicano 1,6 miliardi di euro di perdita erariale; e si tratta solo dei reati effettivamente accertati dalle forze dell’ordine. Soldi che ogni anno sono sottratti alla cura e all’assistenza di chi ne ha bisogno.



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