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Se la Cina si incontra a Torino

27 Jun Se la Cina si incontra a Torino

Un percorso di conoscenza, incontro, e formazione reciproca tra le associazioni italiane, italo-cinesi e le comunità cinesi di Barge, Torino e Cuorgné. Dopo un anno, presentati alla Fabbrica delle “e” i risultati del progetto “L’aquila e il dragone” (cofinanziato da Unione europea e Ministero dell’Interno)

cina torino 1E’ la terza comunità extraeuropea presente in Piemonte, dopo quella marocchina e quella albanese. Nella sola città di Torino sono circa 7 mila i residenti di origine cinese e in tutta la regione oltre 17 mila. Eppure costruire ponti con una cultura tanto presente in Italia quanto diversa dai nostri canoni “occidentali” non è semplice: “Ci sono da abbattere pregiudizi costruiti da entrambe le parti – spiega Lucia Bianco introducendo il dibattito conclusivo del progetto di Gruppo Abele, Zhi Song, istituto Confucio e Città di Torino “L’aquila e il dragone” -. E questo è possibile solo attraverso il confronto, il dialogo e la compartecipazione”.
cina torino 2Così, per un anno, tra Torino, Barge e Courgné, operatori e ricercatori del Gruppo Abele, docenti e mediatori culturali dell’istituto Confucio e dell’associazione Zhi Song hanno lavorato per costruire un percorso che aprisse quelle porte sbarrate dal “cultural lag” che rende difficile per la comunità cinese confrontarsi con una lingua, una cultura e delle tradizioni lontane da quelle di origine: “A partire dalla difficoltà linguistica, prima concreta barriera da abbattere per dialogare – prosegue Bianco – abbiamo realizzato una serie di incontri e laboratori, linguistici, ludici e anche di approfondimento culturale, grazie al quale cittadini italiani e cinesi, dai bimbi delle scuole elementari, fino agli adulti, hanno potuto reciprocamente apprendere alcuni punti nodali nell’approccio culturale dell’altro”. I temi emersi con forza da questo dialogo interculturale, oltre alla questione linguistica, sono i rapporti con i servizi e le istituzioni italiane (dalla sanità alla scuola fino al lavoro) e poi le questioni “interne” alla comunità cinese, differenti a seconda delle fasce d’età e del genere.
“Comprendere la cultura cinese consente di superare alcuni degli stereotipi più diffusi – ha spiegato Elisabetta Bosio, ricercatrice del Gruppo Abele – dal fatto che siano una comunità chiusa a quello che accumulino ricchezza attraverso modalità poco trasparenti”.
I risultati del progetto “L’Aquila e il Dragone”, supportati da indagini e interviste realizzate tra i membri della comunità cinese che hanno aderito al progetto, saranno presto on line sotto forma di report.

(manuela battista) 



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