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Siani: a 28 anni da omicidio riparte sua auto-simbolo, Mehari

23 Sep Siani: a 28 anni da omicidio riparte sua auto-simbolo, Mehari

23.09.2013 | Ansa

Napoli – Era il 23 settembre 1985 quando la camorra uccise Giancarlo Siani. Ed oggi, in quello stesso punto di Napoli dove fu ucciso il giornalista del Mattino, l’auto-simbolo delle sue lotte, la verde Mehari è ripartita. È stato Roberto Saviano a metterla in moto in una staffetta che vuole lanciare un messaggio ben preciso: la camorra non è affatto più forte della voglia di raccontare la verità. Siani, la verità di clan come Gionta e i Nuvoletta la raccontò eccome, tanto da essere giustiziato 28 anni fa. Una storia, quella di Siani che si è ripetuta: in Italia negli ultimi 50 anni sono stati uccisi 26 tra giornalisti e operatori dell’informazione. ”In viaggio con la Mehari”, iniziativa che parte oggi vuole fare proprio questo: riconnettere le storie a volte dimenticate di giornalisti, fotoreporter, operatori dell’informazione, donne e uomini della società civile uccisi, spesso anche solo per stare nel posto sbagliato al momento sbagliato. La Mehari riprende, dunque, il suo cammino da dove si è fermata. A guidarla saranno volti conosciuti del mondo del giornalismo, della cultura, della giustizia legati alla storia di Giancarlo Siani e a quella delle vittime innocenti di criminalità, come don Luigi Ciotti, Giovanni Minoli, Alfredo Avella, del coordinamento familiari vittime innocenti criminalità. Una staffetta, quella iniziata alle Rampe Siani, che terminerà alla sede del quotidiano Il Mattino dove l’esempio del giornalista ancora una volta rivivrà.



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