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Soggiorni estivi: la felicità che cura

05 Jul Soggiorni estivi: la felicità che cura

IMG-20170626-WA0002Vacanza significa riposo, divertimento, viaggio… Può voler dire prendere un aereo e andare dall’altra parte del mondo oppure caricare la macchina e raggiungere i nostri parenti in provincia; può essere mettere lo zaino in spalla e prendere un treno o usare i piedi per spostarsi. Che sorgano da un desiderio di avventura o dalla spinta a ritornare ai personali luoghi degli affetti, tutte queste immagini hanno a che fare con la necessità di spezzare per un po’ la quotidianità, la fatica del lavoro e degli impegni per concedersi un periodo di bellezza e stupore. È così anche per gli ospiti della casa alloggio Cascina Tario, struttura del Gruppo Abele vicino Chieri, che accoglie persone sieropositive o malate di Aids con problemi di tossicodipendenza e che affrontano un momento di grave disagio. L’obiettivo del percorso in Cascina Tario è quello di accompagnare le persone ad affrontare la malattia, a prendersi cura in modo adeguato della propria salute, a ricostruirsi una rete di relazioni significative per arrivare a conquistare una serena autonomia.

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Il soggiorno è un’esperienza che richiede preparazione, sia da parte degli ospiti che degli operatori: partire per una settimana significa abbandonare quello spazio sicuro fatto di equilibri e dinamiche conosciute che faticosamente ci si è creati in Cascina. Il mondo fuori non è uno sconosciuto, ma per chi vive in Cascina è oggetto di esplorazione da cui ogni giorno si ritorna, per ritrovarsi insieme nel porto protetto, dove tutto è scandito da orari precisi. Per un operatore, invece, l’obiettivo è ricostruire quell’ambiente protetto anche all’esterno delle mura fisiche della Casa Alloggio. Insomma, un importante banco di prova per tutti. L’entusiasmo è il primo strumento a disposizione per rendere l’esperienza del soggiorno godibile. Un buon clima e l’umore positivo del gruppo sono un aggancio efficace per limitare l’esposizione ai rischi che un contesto ricco di stimoli ed input (che spesso richiama momenti di vita legati all’uso di sostanze) può causare. Per gli ospiti della Casa Alloggio l’autonomia che si vive giorno dopo giorno è un’esperienza importante, che stimola il senso di autoefficacia e incoraggia l’autoregolazione dei desideri, ma può anche essere una condizione inedita che desta preoccupazione e richiede l’aiuto degli operatori ancora più che nella vita in Cascina. Per gli operatori il soggiorno è anche un’opportunità per esplorare nuovi orizzonti dell’intervento di cura: il viaggio diventa approfondimento delle storie delle persone che ci vengono affidate e della nostra relazione con loro per poter poi, una volta tornati, far tesoro delle scoperte fatte.
IMG-20170629-WA0002Una delle cose più belle è vedere le persone riscoprire tutte quelle piccole gioie considerate trascurabili e banali ed essere partecipi di quei sorrisi che sorgono alla vista del mare o a cantare con la musica alta sul furgone. Anche quest’anno la nostra vacanza è stata tutto questo. Un viaggio di leggerezza e allo stesso tempo un’occasione per guardare in faccia le paure con cui forse dovremo fare i conti per sempre. E anche quest’anno siamo tornati indietro con la convinzione che una delle terapie più efficaci da somministrare è la felicità.

(giulia pileri, silvia maradei e marco fanton – équipe Cascina Tario)



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