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#Stop povertà: sit-in a Montecitorio per dignità e diritti

17 Oct #Stop povertà: sit-in a Montecitorio per dignità e diritti

17.10.2014 | Agenzie varie


Ansa – Roma – “Stop alla povertà, dignità e diritti per tutti”: questo lo slogan al centro del sit-in, svoltosi oggi davanti a Montecitorio su iniziativa delle associazioni Libera e Gruppo Abele in occasione della giornata mondiale per la lotta alla povertà. Per Libera, attualmente 16 milioni di italiani sono poveri; tra questi, 6 milioni vivono in condizioni di povertà assoluta. I tanti operai, studenti e pensionati intervenuti hanno chiesto al governo un cambiamento: “più investimenti per welfare, lavoro e scuola”. Durante il presidio alcuni volontari hanno corso, per una staffetta, intorno alla sede della Camera, passandosi come testimone una bandiera della Pace. I disoccupati e gli anziani hanno voluto raccontare la loro situazione economica e sociale, spiegando che non riescono ad arrivare alla fine del mese.

Ansa – Roma – “Un terzo degli italiani – ha detto Giuseppe De Marzo, coordinatore della campagna “Miseria Ladra” di Libera, intervenuto al sit-in – vive in povertà e sono stanchi di aspettare le decisioni del governo, non basta la nuova Legge di Stabilita’ presentata qualche giorno fa”. Per l’associazione Libera di don Luigi Ciotti, poi, un quarto delle famiglie italiane vive in pieno stato di crisi economica. Al presidio hanno partecipato anche alcuni operai. Un dipendente dell’azienda Sapa di Latina si è detto “stanco di vivere in una situazione di continua incertezza a causa della fabbrica che rischia la chiusura”, mentre un lavoratore dello stabilimento Fiat di Cassino ha sottolineato che “solo il 40% degli operai lavora e si è passati da 1.400 a 300 auto prodotte al giorno”. Tra i pensionati, anche una signora affetta da Sla che ha lamentato di non riuscire ad “arrivare a fine mese con la pensione, e la malattia peggiora ancor di più la situazione”. Un gruppo di volontari di Napoli e’ stato accompagnato dal vicario della diocesi partenopea, don Tonino Palmese, che ha raccontato come “al momento sono 1.400 le persone che quotidianamente vanno nelle mense della Caritas per poter mangiare”. A contribuire per la lotta alla povertà anche l’attore Luigi Lo Cascio, che ha letto alcune poesie sul tema della povertà e della dignità umana.

Asca – Roma – In occasione della Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà che si celebra oggi, in Piazza Montecitorio a Roma davanti la Camera dei Deputati dalle 10 alle 18 si tiene il sit-in di “Miseria Ladra”, la campagna del Gruppo Abele e Libera alla quale hanno aderito diverse realtà del sociale, associazioni di volontariato, studentesche, cooperative sociali, associazioni cattoliche: la parola d’ordine è “Stop alla poverta’, diritti e dignità per tutti e tutte”. “Circa 16 milioni di persone pari al 26% della popolazione del nostro paese vivono in condizioni di povertà”, dice Giuseppe De Marzo, coordinatore nazionale di Miseria Ladra: “Sul versante occupazionale viviamo una crisi senza precedenti: oltre 3,2 milioni di disoccupati, più del 44% di disoccupazione tra i giovani con punte ben oltre il 60% al sud, 4 milioni di precari. Davanti a questi numeri non c’è più tempo da perdere: è necessario un impegno della politica con provvedimenti strutturali per rendere illegale la povertà nel nostro paese. Senza una lotta concreta, efficace alla povertà non c’è futuro. Non c’è, piu’ tempo da perdere”. Secondo l’associazione il rischio di rimanere in condizioni di indigenza nel nostro paese è tra i piu’ alti d’Europa: 32,3%, rispetto alla media del 26%. Sono oltre 1.400 i minori indigenti e anche la dispersione scolastica ha subito un’impennata, arrivando al 17,6% contro il 13,5% della media europea. Una situazione che facilita la criminalità e le mafie: sono 54 i clan impegnati in attività di riciclaggio e usura, 93,5 i crimini perpetrati ogni giorno contro l’ambiente, aumentati del 170% negli ultimi tre anni, come denuncia l’ultimo rapporto Ecomafie di Legambiente.

Adnkronos – Roma – “Finché gli ultimi rimarranno ultimi e i primi, sempre più pochi, rimarranno tali, non potremo dirci uomini. Quando si offende la dignità anche di un solo uomo, è tutto il genere umano che viene umiliato”. Così Luigi Lo Cascio interviene oggi, in occasione della Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà, in piazza Montecitorio a Roma, dove Libera e Gruppo Abele hanno portato la campagna “Miseria Ladra” per dare voce alle vittime della crisi e ai tanti italiani in stato di indigenza. “Sono rimasto traumatizzato, pur non essendo una persona totalmente disattenta, dall’enormità dei dati diffusi da Libera e dal Gruppo Abele per Miseria Ladra: 10 milioni di italiani colpiti da povertà relativa e 6 milioni da povertà assoluta”, continua l’attore e regista palermitano. Una situazione che “crea un paradosso: più questi zeri si aggiungono alla fine della cifra, più ci allontaniamo da queste persone che ci sembrano una massa indifferenziata senza nome che ricorda un po’ quella penisola galleggiante di rifiuti nell’oceano. Finché ci si illude che l’oceano sia grande, può rimanere a galleggiare non vista e dimenticata finché non raggiungerà le coste di tutti”. “Queste cifre e questi numeri devono ridiventare persone, corpi, presenze e voci non solo da ascoltare, ma che esigono una risposta immediata”, continua Lo Cascio.

Redattore sociale – Roma – “L’Italia conta sedici milioni di poveri: una cifra intollerabile per un paese civile, bisogna tornare a investire nel lavoro e nelle politiche sociali per sostenere realmente le persone che oggi non ce la fanno più. Basta con le politiche di austerity, questo è un governo che non sostiene il welfare ma crea solo nuovi poveri”. A sottolinearlo è Giuseppe De Marzo, portavoce della campagna Miseria ladra, lanciata da un gruppo di associazioni (Libera, Gruppo Abele, Arci,Comitato 16 novembre, Cipsi, Fish e altri) che oggi sono scese in piazza, a Montecitorio, in occasione della Giornata mondiale per il contrasto della povertà. L’iniziativa prevede un presidio fisso dalle 10 alle 18 sotto il Parlamento, una staffetta continua intorno ai palazzi del potere e un microfono aperto per dare voce ai problemi de i cittadini e chiedere che l’Italia dichiari finalmente “illegale la povertà”. Rimettere al centro le politiche sociali. “E’ scandaloso che il governo in questi giorni continui a finanziare le banche, senza una riforma mentre si taglia su chi non ha diritti – continua De Marzo – E’ chiaro che questo modello di austerità è in crisi, bisogna ripartire dalle politiche sociali. Ma per ora il governo non ha dato nessuna risposta, anzi ha dato solo risposte sbagliate.” In piazza gli organizzatori della manifestazione hanno ricordato le cifre della poverta’ in Italia fotografate dall’ultimo rapporto Istat: piu’ di 10 milioni di persone in povertà relativa, 6 milioni in quella assoluta. Con un rischio di rimanere in condizioni di indigenza tra i più alti in Europa: 32,3 per cento rispetto a una media Ue del 26 per cento. “In questo momento non si stanno cercando soluzioni per risolvere i problemi degli italiani, e non riusciamo ad uscire dall’imbuto dell’austerita’ – aggiunge Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci nazionale. Il mercato del lavoro è in crisi, gli enti locali non hanno strumenti, serve un cambio di passo, non si può più continuare a dire che lo sviluppo ha come contropartita quella dell’abbassamento dei diritti. Bisogna riaffermare l’opposto, solo investendo sui diritti si può far ripartire il paese”. Al presidio fisso da questa mattina c’erano anche diverse persone con disabilità, per ribadire come spesso la malattia sia uno dei fattori che impoverisce di più le famiglie. “Rispetto, dignità e diritti: solo questo chiediamo – sottolinea Mariangela Lamanna, portavoce del Comitato 16 novembre -. Ma ad oggi non ci è concesso, le nostre famiglie, con disabili gravi e gravissimi, vivono invece costantemente in un situazione precaria. Sostenere i costi della malattia non e’ piu’ possibile, la disabilita’ sta diventando sempre di più un fattore di povertà. Abbiamo bisogno di risorse per un’assistenza vera, domiciliare, non basta la risposta delle Rsa”. Tra le persone in presidio anche lavoratori esodati e disoccupati, appartenenti alla Fiom. Nel corso della mattinata e’ intervenuto, per portare il suo sostegno ai manifestanti, anche l’attore Luigi Lo Cascio, storico interprete di Peppino Impastato, nel film i Cento passi. Le associazioni hanno portato in piazza non solo la voce dei cittadini ma anche proposte concrete: cinque a livello locale e cinque a livello nazionale. Innanzitutto agli enti locale si chiede di aumentare il budget di investimento sul sociale, incrementando nei propri bilanci la spesa sociale pro-capite a favore di ogni cittadino. ma anche di sospendere l’esecutività degli sfratti per “morosità incolpevole” e negoziare soluzioni abitative alternative in modo da evitare la dispersione della famiglia e l’ampliamento delle fasce di popolazione dei senza dimora. Di rendere esigibile il diritto a una residenza per i senza fissa dimora, quantomeno nominale o “fittizia”, in modo che le persone che ne sono prive possano fruire delle prestazioni sanitarie e sociali garantite per tutti i cittadini; di mettere a disposizione il patrimonio immobiliare sfitto per finalità sociali, individuando le mediazioni sociali necessarie, senza ledere i diritti, in particolare dei piccoli proprietari, ma evitando l’inutilizzo di risorse facendo incontrare l’esigenza di un’abitazione per scopi abitativi, sociali o lavorativi con l’esigenza della rendita proprietaria. E di favorire tutte le forme di economia civile e sociale allo scopo di difendere, valorizzare e potenziare i beni comuni di cui dispone o di cui sente la necessità. Al Governo si chiede invece di incrementare il Fondo sociale e il Fondo per la non autosufficienza, aumentando la propria quota di spesa sociale pro-capite per cittadino; di introdurre la misura del reddito minimo per una vita dignitosa; di rendere efficiente ed efficace il meccanismo di assegnazione ad uso sociale dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, procedendo ulteriormente nel contrasto economico alla criminalità con la confisca dei beni dei corrotti. Ma anche di riconsiderare i criteri di riscossione dei crediti da parte di Equitalia e del sistema bancario, introducendo modalità di negoziazione per la restituzione che abbiano la finalità di evitare, per molte famiglie, lo sprofondamento nella povertà assoluta. Infine di individuare una diversa allocazione delle risorse economiche, a saldo invariato, favorendo: il ripristino dell’assetto idrogeologico del territorio, il rilancio dell’economia civile e dell’agricoltura sociale, la riconversione ecologica dell’apparato produttivo della filiera energetica e il riconoscimento e la valorizzazione delle attivita’ del “prendersi cura”. Diverse, infine, anche le proposte dirette alla Commissione e al Parlamento europeo: dallo stop alle politiche di Austerity, a un piano straordinario per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione fino alla definizione vincolante dei Livelli essenziali di assistenza europei. 



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