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Strage nel Tarantino: centinaia di bimbi alla manifestazione di Libera

24 Mar Strage nel Tarantino: centinaia di bimbi alla manifestazione di Libera

24.03.2014 | Ansa

Palagiano (Ta) – “Parto dalle parole di Carmela, la madre di Carla: non voglio vendetta ma rispetto e dignità, chiedo a tutti che ci sia rispetto e dignità”. Così il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, ha iniziato il suo intervento dal palco di piazza Falcone e Borsellino, a Palagiano, a conclusione della manifestazione in ricordo di Carla Maria Fornari e del suo piccolo Domenico, di due anni e mezzo, uccisi una settimana fa in un agguato insieme al compagno della donna, il pregiudicato Cosimo Orlando, vero obiettivo dei killer.

Palagiano (Ta) – Almeno duemila persone, soprattutto ragazzi e bambini delle scuole elementari, stanno partecipando al corteo organizzato da Libera a Palagiano dopo il triplice omicidio di una settimana fa alla periferia del paese in cui e’ rimasto vittima anche un bimbo di due anni e mezzo. Il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, che partecipa alla manifestazione, prima della partenza del corteo si e’ fermato per alcuni minuti a parlare con i piccoli studenti dell’Istituto comprensivo Gianni Rodari, davanti ai cui cancelli ha preso le mosse il corteo, che sta attraversando alcune strade del paese.
Palagiano (Ta) – “Quei proiettili che hanno ucciso il piccolo Domenico e la sua mamma o li sentiamo come se avessero sparato anche a noi o senno’ diventa tutta retorica”. Lo ha detto il presidente di Libera, don LuigiCiotti, che partecipa alla manifestazione regionale organizzata dall’associazione dopo il triplice omicidio del 17 marzo a Palagiano in cui sono morti Carla Maria Fornari, il suo bimbo Domenico di due anni e mezzo, oltre al compagno della donna, il pregiudicato Cosimo Orlando. ”Abbiamo bisogno – ha aggiunto don Ciotti – di cose concrete, di segni concreti, e il miglior segno e’ di impegnarci tutti per 365 giorni all’anno”.
Palagiano (Ta) – ‘L’odio respinto dalle nostre piccole mani che implorano amore’, ‘Legalità è rispetto per la vita’, ‘Il silenzio è mafia': sono le scritte che campeggiano su tre grandi manifesti all’ingresso dell’istituto comprensivo Rodari di Palagiano, in via Bachelet, da dove stamani partirà la manifestazione regionale di Libera dopo il triplice omicidio del 17 marzo che ha visto tra le vittime anche un bimbo di soli due anni e mezzo, Domenico. L’iniziativa, con un corteo che attraverserà alcune strade del paese, si concluderà in piazza Falcone-Borsellino con la lettura dei nomi delle 62 vittime pugliesi di mafia e l’intervento del presidente di Libera, don Luigi Ciotti. Dinanzi alla scuola sono già radunate centinaia di bambini e ragazzi. Alla manifestazione hanno aderito alcuni Comuni e l’Azione cattolica diocesana. Non mancano polemiche legate all’iniziativa che ha per slogan ‘Per amore di questa terra non tacere’. La preside dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII, frequentato dai fratellini di Domenico, non ha aderito ufficialmente alla manifestazione, mentre in paese si sta costituendo un comitato ‘Palagiano non è mafiosa’.
Palagiano (Ta) – “C’è un altro luogo oggi in Puglia in cui c’è bisogno di evocare cultura educazione e formazione. Palagiano oggi la è capitale del nostro territorio ed in migliaia vi marceranno”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, intervenendo oggi nel teatro Petruzzelli di Bari alla inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli Studi ‘Aldo Moro’. Vendola nel suo intervento istituzionale ha voluto ricordare le vittime del triplice omicidio dello scorso 17 marzo e la presenza oggi a Palagiano del presidente nazionale di Libera, don Luigi Ciotti, per la marcia e la manifestazione pubblica “Per amore di questa terra non taceremo”. “Mafia è anzitutto un codice linguistico e un problema di vocabolario. Aprire una caserma dei carabinieri è – secondo Vendola – una buona notizia ma la lotta repressiva è soltanto metà del problema l’altra è la conquista del territorio. Si tratta di capire che stanno riemergendo logiche che negli anni 80 e 90 hanno devastato strade e città, provando anche a penetrare la politica”. “L’università e la scuola – ha concluso Vendola – sono il principale avamposto nella lotta per la legalità”.


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