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Sulle orme di don Gallo

28 Feb Sulle orme di don Gallo

“Con questa Carta vogliamo dire basta alla guerra alla droga e ai drogati. Lo ha detto chiaro Fabio Scaltritti, presidente della Comunità San Benedetto e con lui lo hanno sottoscritto tutti i partecipanti al convegno “Sulle Orme del Gallo”.

Oltre 500 persone hanno affollato Palazzo Ducale venerdì 28 e sabato 1 marzo, per discutere di droghe e dipendenze, dopo un vuoto che durava da quattordici anni. È del 2000 infatti l’ultima conferenza nazionale sulle droghe. “Da più parti – ha proseguito Scaltritti – si sentiva l’esigenza di affrontare il tema in modo laico e a viso aperto”.
Quattro laboratori che hanno visto impegnati operatori, associazioni, gruppi, persone che usano sostanze e rappresentanti istituzionali che quotidianamente affrontano, ognuno con la propria sensibilità, la questione dipendenze.

Dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge Fini-Giovanardi, il convegno è stato anche un momento per chiedere al Governo una nuova politica sulle droghe da attuare “superando l’attuale e fallimentare modello del Dipartimento anti-droga”. Questo è scritto nel Manifesto di Genova, il documento sintesi del dibattito sottoscritto da tutte le associazioni che hanno partecipato al Convegno. La strada da seguire – si legge – è quella di una “cabina di regia che veda coinvolti tutti gli enti e tutte le istituzioni, nazionali, regionali e locali competenti, ivi comprese le associazioni del privato-sociale e quelle rappresentative delle persone che usano sostanze, per ridisegnare una nuova politica sulle droghe”.

Le aspettative dopo la cancellazione della Fini-Giovanardi sono molte, ma la situazione non è così semplice, “il giudice ha reso incostituzionale la legge, ora però spetta a società e politica ricostruire sulle attuali ceneri”, ha detto durante il suo intervento Giovanni Maria Flick, che per primo impugnò la legge.

Tra le questioni all’ordine del giorno, il “Manifesto di Genova” pone quella dei consumatori e della necessità di liberare chi utilizza sostanze da sanzioni penali e amministrative, “depenalizzando il possesso e la cessione gratuita di piccole sostanze destinati all’uso personale, o di gruppo, autorizzando la coltivazione domestica di piante di marijuana agli stessi fini”. Allo stesso tempo il documento chiede investimenti per il rilancio dei servizi per le dipendenze e politiche di “riduzione del danno”, cioè migliorare la situazione delle persone che usano sostanze facendo prevenzione e predisponendo luoghi di somministrazione. In chiusura della Carta i firmatari invitano il Premier a venire a Genova entro i prossimi 30 giorni per ascoltare i rappresentanti delle realtà Pubbliche e del Privato sociale e delle persone che usano sostanze.
Intanto, la situazione resta tragica: si calcola che circa il 15% della popolazione tra i 15 e i 60 anni faccia uso di droga e in carcere 4 detenuti su 10 sono reclusi a causa di violazioni legate a sostanze stupefacenti.

“Legalizzare le sostanze, dunque, non liberalizzare. E darsi nuove regole. Abbiamo bisogno di una buona legge che non viva di ipocrisie e che riconosca al tossicodipendente una responsabilità piena e intangibile. Queste sono parole di Don Gallo” ha ricordato, per la Comunità di San Benedetto al Porto – Domenico Megu Chionetti.

(Ludovica Schiaroli – popoff.globalist.it)



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