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Superare i campi Rom abusivi? Solo con l’integrazione

08 Nov Superare i campi Rom abusivi? Solo con l’integrazione

IMG_5797Sono rientrate nell’insediamento su Lungo Stura Lazio, a Torino, le 42 persone (dieci nuclei famigliari) che erano state accolte in una palestra della sede della Protezione Civile comunale nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 novembre, a causa del rischio di esondazione dell’affluente del Po. “Le persone che si sono allontanate dal campo abusivo lungo lo Stura – spiega Oliviero Alotto, presidente dell’associazione Terra del Fuoco, messasi a disposizione per l’emergenza –  sono una piccola parte delle circa 500 che ci vivono. Lo hanno fatto su base volontaria, principalmente si tratta di coloro che vivono nelle file di roulotte e baracche più vicine al torrente e ora vi hanno fatto ritorno. La città di Torino in tutte le sue componenti ha risposto in maniera tempestiva ed egregia all’emergenza, mettendo a disposizione uomini, mezzi e spazi per mettere al sicuro le persone che vivono in aree a rischio”. Passata l’emergenza, resta il problema di come superare la logica dei campi Rom abusivi, che costringono le persone a vivere in condizioni non dignitose: “Oggi – prosegue Alotto – ci sono nella nostra Regione esperienze che stanno dando risultati positivi, come il Dado di Settimo, primo progetto di autorecupero/autocostruzione rivolto alla comunità Rom in Piemonte. È in questa direzione, quella dell’inserimento e della regolarizzazione, che è necessario andare per risolvere il problema degli insediamenti non autorizzati”. Proprio sullo “sgombero” di domenica notte a Torino, si era pronunciato il parlamentare leghista torinese Davide Cavallotto: “Ora che la pioggia è riuscita nell’impresa in cui aveva fallito il sindaco Piero Fassino, ossia lo sgombero del campo nomadi abusivo sul Lungo Stura Lazio, mi auguro che il Comune provveda all’identificazione di tutti gli irregolari che vivevano in quel campo”.

La dichiarazione ha suscitato molte polemiche da parte del mondo politico e di quello civile. Per il presidente di Terra del Fuoco: “Al di là del cinismo delle parole del Deputato, su cui è già molto è stato detto, vorrei ricordare che lungi dall’essere irregolari da identificare, gli abitanti del campo abusivo di Lungo Stura Lazio sono per la maggioranza cittadini di nazionalità romena e quindi comunitari”.

 

(manuela battista)



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