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Tagliamo le ali alle armi!

22 Feb Tagliamo le ali alle armi!

Immagine 5Anche il Gruppo Abele, e il suo presidente Luigi Ciotti, hanno aderito all’appello contro l’acquisto di 90 caccia-bombardieri F-35, recentemente confermato dal Ministero della Difesa.
La campagna per scongiurare questo imponente investimento militare è iniziata tre anni fa, ma le associazioni promotrici – Rete Italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci e Tavola della Pace – puntano oggi a rilanciarla proprio alla luce delle ultime dichiarazioni governative.
Sabato 25 febbraio in cento piazze d’Italia, tra cui Torino, si è tenuta una mobilitazione delle realtà aderenti, per chiedere di rivedere la decisione – come stanno facendo altri Paesi, e visto che la rinuncia all’acquisto non comporterebbe alcuna penale – e in generale di ridurre le spese di difesa e per gli armamenti.
Di fronte alla situazione di crisi economica, ai tagli a settori cruciali come la scuola, la sanità e i servizi sociali, e ai molti sacrifici imposti ai cittadini, la scelta di acquistare solo 90 aerei da guerra invece dei 131 inizialmente previsti è considerata insufficiente. Si tratterebbe comunque – sottolineano i firmatari dell’appello – di un investimento di oltre 10 miliardi di euro, da sommare ai 30 necessari per la gestione: soldi che potrebbero essere utilizzati per rilanciare l’economia, il lavoro e le politiche sociali.
Le ricadute occupazionali dell’investimento sono incerte, mentre chiaro appare il “tradimento” dello spirito dell’articolo 11 della Costituzione. Le stesse agenzie internazionali, come l’Onu e l’Unione Europea, tendono sempre più a declinare i concetti di “pace” e “sicurezza” in termini di benessere, coesione sociale, diritti, opportunità e tenuta delle istituzioni democratiche: tutti obiettivi che si affermano attraverso l’istruzione, le politiche per l’ambiente, il lavoro e il welfare, e non certo grazie alle armi.
Messaggio chiave dell’ultima Marcia per la Pace Perugia-Assisi, l’appello contro l’acquisto degli F-35 ha raccolto molte nuove adesioni nella giornata di mobilitazione nazionale, a ribadire che, di fronte all’impoverimento materiale e culturale del presente, le uniche “armi” vincenti sono quelle della pace e della giustizia.
Le firme raccolte verranno inviate entro il 1 marzo al Parlamento, dove la questione dell’acquisto degli F35 dovrà essere discussa.



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