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Thyssen Krupp: i parenti delle vittime lasciano l’aula del tribunale

25 Jan Thyssen Krupp: i parenti delle vittime lasciano l’aula del tribunale

Le madri delle vittime del rogo Thyssen Krupp hanno lasciato l’aula del tribunale durante l’arringa del difensore dell’amministratore delegato Harald Espenhahn. Un’udienza carica di tensione quella del 25 gennaio, aperta dall’invito della presidente della Corte Maria Iannibelli a lasciare l’aula nel caso le emozioni avessero preso il sopravvento.
Così è stato. L’avvocato di Espenhahn, Franco Coppi, sottolineando la necessità di ottenere “una sentenza vera e giusta” ha contestato il reato di omicidio doloso per il suo assistito: “Per contestare l’omicidio con dolo eventuale dobbiamo pensare – ha detto – che Espenhahn abbia lucidamente messo sulla bilancia da un lato l’economia dell’azienda e dall’altro la vita dei dipendenti. Questo è impensabile, a meno che non si stia parlando di un assassino”. Il paragone successivo, tra il manager e un lanciatore di coltelli è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. A quella frase i parenti hanno infatti abbandonato la sede: “Sono degli assassini, ci hanno ammazzato i figli e non ci lasciano nemmeno parlare”, è stato il commento di una madre fuori dall’aula.
Per la tesi della difesa, Espenhahn è descritto da tutti come “un maniaco di pulizia e di sicurezza” ed è perciò impensabile che nella gestione della sede torinese abbia agito in maniera differente, sacrificando la vita degli operai per fini di risparmio. L’accusa ai vertici Thyssen è proprio questa: l’aver posticipato le opere per la messa in sicurezza della linea in vista di un trasferimento delle fabbrica a Terni, con le conseguenze che questa decisione ha comportato.

(manuela battista)



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