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Torino, Bike Pride 2013

23 May Torino, Bike Pride 2013

Foto: Daniele Solavaggione

Foto: Daniele Solavaggione

La quarta edizione del Bike Pride torinese si è tenuta domenica 26 maggio. I partecipanti si sono attenuti a un solo obbligo: presentarsi con mezzi a propulsione umana. Dai piedi alle bici, tutto è ammesso.
Il corteo, con ritrovo alle 11 al Parco del Valentino, si è mosso alle 15.30 da viale Virgilio. Attraversando la città è giunto senza fretta, per le 17 al Parco Dora, dove, oltre all’intrattenimento era atteso il discorso del sindaco di Fassino. L’intenzione della manifestazione organizzata dall’associazione Bike Pride, infatti, non era solo festosa. L’incontro con il massimo rappresentante delle istituzioni cittadine era diretto a fare il punto sulla mobilità ciclabile, sulla sicurezza stradale e sulla tutela dell’ambiente.
Lo scorso anno le richieste avanzate dal popolo della mobilità sostenibile – la messa in sicurezza di 14 incroci ciclabili – hanno avuto un responso quasi nullo. Gli interventi sulla sicurezza sono stati pochi. Ma qualcosa si è mosso: l’amministrazione comunale ha presentato il Biciplan: un piano per la mobilità ciclabile urbana. Il piano è sì, ancora in fase di discussione – mancano una programmazione temporale degli interventi e una sicura copertura economica delle opere – ma è un primo passo. Quello che non si può ignorare, e che dà fiducia, è il cambiamento culturale dei cittadini. Il desiderio di una città più vivibile, di un ambiente più sano, sostenibile e sicuro per chi non vuole trincerarsi dentro a un mezzo a 4 ruote (che non sia un risciò). Questo cambiamento è testimoniato dalla sempre crescente partecipazione al raduno annuale. Nel 2012 hanno partecipato al Bike Pride  in 10.000. L’edizione del 2013 ne ha confermati altri 10.000, secondo i vigili, anche se gli organizzatori hanno parlato di 15.000.
Altra testimonianza sono i progetti che ruotano intorno alla mobilità sostenibile. Tra questi anche MICS (Mobility Integrations for Community Solutions) – di cui il Gruppo Abele fa parte – giunto alla fase finale di sperimentazione. A 20 persone che vivono o lavorano in San Salvario usando la macchina sarà proposta un’alternativa che metta in gioco bike sharing, car sharing e mezzi pubblici. Con la consapevolezza che si guadagni in salute e denaro.
I ciclisti hanno ricordato all’amministrazione che il Comune è obbligato a destinare metà dell’introito proveniente dalle multe alla sicurezza stradale. Compresa quella del popolo della bici. Da qui la proposta concreta di destinare il 15% di questa quota al finanziamento del Biciplan.
Il sindaco ha promesso maggiore attenzione e ricordato come la “città sostenibile” sia tra le sue intenzioni.

(torino castellano)



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