About Us

Tra Avigliana e Torino per parlare di politiche giovanili, spiritualità e integrazione

30 Sep Tra Avigliana e Torino per parlare di politiche giovanili, spiritualità e integrazione

KyengeGruppo1Un fine settimana di lavoro e di incontri alla Certosa 1515 di Avigliana e presso la sede torinese del Gruppo Abele, la “Fabbrica delle E”. Nella giornata di domenica, presso la struttura per la formazione gestita dal Gruppo Abele, il ministro per l’integrazione con delega alle politiche giovanili Cécile Kyenge ha incontrato gli operatori e gli educatori del Gruppo Abele per approfondire alcuni temi importanti,  legati soprattutto all’immigrazione e ai progetti portati avanti dall’associazione nei quartieri periferici di Torino con i giovani e le famiglie, fuori e dentro le scuole. Tra attività ludiche e incontri di formazione sono circa 4 mila i giovani incontrati ogni anno solo nel capoluogo torinese e nella provincia. Oltre alla prevenzione del disagio e delle dipendenze, il Gruppo Abele intesse con i giovani percorsi di cittadinanza attiva e si impegna a stimolare la politica mettendo a disposizione la propria esperienza, fatta di una presenza quotidiana a contatto con quella fascia della popolazione che, di prima, seconda o terza generazione, costruirà il futuro del nostro Paese insieme.
Anche l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, ha incontrato in questi giorni una delegazione di operatori dell’associazione, ai piedi della Sacra di San Michele. Un momento di riflessione in quel “luogo di sosta e di pensiero” che il Gruppo Abele è impegnato a «riempire di contenuti che ne rispettino e valorizzino la storia – come ha spiegato Luigi Ciotti, accompagnando il Vescovo nella chiesa conventuale. Attorno all’altare, Ciotti e Nosiglia si sono soffermati per un momento di raccogliemento: «questo è per me il più bell’altare del mondo – ha detto don Ciotti. È il tavolo da cucina della nostra comunità di San Vito, che dagli anni Novanta, per vent’anni, ha ospitato tanti amici, quando per l’Aids non esistevano cure efficaci. Abbiamo accompagnato molti di loro, a centinaia, nel loro “ultimo progetto”. Questo tavolo, che oggi accoglie l’Eucarestia, ha visto le lacrime, i giochi e i sorrisi di tanti di loro, dai più piccoli, nati con la malattia, agli adulti».
kyengegruppo3Un pezzo di storia del Gruppo Abele, che Luigi Ciotti ha regalato anche alle oltre 600 persone che sabato mattina si sono messe in coda, sin dalle 8, per uno degli incontri di Torino Spiritualità 2013, la kermesse culturale e interreligiosa organizzata dal Circolo dei Lettori di Torino. Alla Fabbrica delle “e”, infatti, Vito Mancuso e il presidente della nostra associazione hanno dialogato sulla forza che ci spinge ad amare:
«Negli anni – scrive Vito Mancuso nel libro “Il principio passione” da cui ha preso vita il dibattito di sabato scorso presso la sede del Gruppo Abele – mi sono spesso chiesto se questo mondo e questa vita meritassero di essere amati oppure no, se gli uomini meritassero di essere amati oppure no, se Dio meritasse di essere amato oppure no, rimanendo il più delle volte senza una risposta soddisfacente. Non per questo però ho cessato di amare».

(manuela battista)



Facebook

Twitter

YouTube