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“Troppi cittadini a intermittenza, ci vuole riforma coscienze”

03 Sep “Troppi cittadini a intermittenza, ci vuole riforma coscienze”

03.09.2014 | Agenzie varie


TMNews – Torino –  ”Non diamo troppo peso e importanza alle parole di Riina. Ci sono cose più gravi. Il vero problema non sono le parole di Riina, che vanno interpretate, perchèlui sicuramente dà dei segnali, il vero problema siamo noi italiani. La mafia c’è da 100 anni e allora serve una riforma delle nostre coscienze”. Così don Luigi Ciotti, dopo le minacce dell’ex capo di Cosa Nostra, Totò Riina, a margine della commemorazione a Collegno (Torino) di Carlo Alberto Dalla Chiesa, a 30 anni dalla sua scomparsa. ”Ci sono troppi cittadini a intermittenza, serve un risveglio delle coscienze, per questo è importante ricordare la figura di Carlo Alberto Dalla Chiesa, che arrivò a Corleone da giovane Carabiniere dopo l’uccisione di Placido Rizzotto e che tornò in Sicilia da prefetto” dopo aver combattuto le brigate rosse, ha rievocato don Ciotti. ”Carlo Alberto Dalla Chiesa ci ricorda la lotta al terrorismo, alla mafia, ma anche lo stato che lo lascio’ solo. La sua morte, quella di Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, sono stati un sacrificio per la libertà e la democrazia” ha concluso il presidente di Libera.

AdnKronos – Torino – ”La prima riforma necessaria nel nostro paese è quella delle coscienze. Il problema non sono i mafiosi e i corrotti, siamo noi”. Lo ha affermato don Luigi Ciotti a Collegno (Torino), nel suo discorso alla commemorazione per l’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Manuela Setti Carraro e dell’uomo della scorta, Domenico Russo. ”Com’è possibile – ha chiesto don Ciotti – che dopo centinaia di anni di camorra, mafia e ‘ndrangheta non riusciamo a rivoltare questa cosa?”. Secondo il sacerdote ”lo Stato deve dare come diritto ciò che mafie danno come favore. La chiave sono le politiche sociali, a partire dal lavoro”. Ma ”dobbiamo assicurare i diritti al fianco dei nostri doveri, perchè la democrazia si fonda su dignità e giustizia, ma si regge anche su una terza gamba che si chiama responsabilità”. Una responsabilita’ ”che chiediamo alle istituzioni e alla politica, ma anche a ciascuno di noi. Ci sono troppi cittadini a intermittenza in questo paese”. E ricordando Dalla Chiesa, la moglie e l’agente di scorta morti 32 anni, don Ciotti ha sottolineato ”l’eredità che ci hanno lasciato sono l’impegno la responsabilità e il risveglio coscienze”.



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