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Un appello per difendere la cultura

08 Jul Un appello per difendere la cultura

clip_image002Il Centro Studi del Gruppo Abele, in quanto socio dell’Associazione Italiana Biblioteche (Aib), ha aderito alla manifestazione indetta da tutto il settore cultura della regione Piemonte in occasione della giornata nazionale del Teatro, presso la Reggia di Venaria.
La cultura in Piemonte è rimasta “in mutande” a causa dei tagli alle risorse messe a disposizione dalla Regione. Una riduzione che – scrivono gli organizzatori della protesta – nel 2010 ha oscillato tra il 20 e il 70% e che potrebbe proseguire nel 2011. Per denunciare la condizione del settore culturale piemontese, i rappresentanti di biblioteche, archivi, teatri, musei, cinema e luoghi di aggregazione hanno “lavato i panni sporchi in piazza”, aspettando il ministro per i beni e le attività culturali Giancarlo Galan davanti alla chiesa di Sant’Uberto (Venaria) con una infilata di slip e boxer stesi al sole.
Alla protesta, è seguita la consegna di una lettera indirizzata al Ministro stesso, al presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota e all’assessore alla cultura della Regione Piemonte Michele Coppola, in cui si sottolineano i danni sociali e occupazionali che i tagli stanno comportando, mettendo in grave difficoltà un settore portante per la crescita e lo sviluppo del Paese: «Una Regione ove biblioteche, teatri, musei, cinema, luoghi di aggregazione siano chiusi o funzionino ad orari ridotti  – si legge nella lettera-appello – significa meno occasioni di relazione e incontro per le fasce di popolazione più deboli, meno occasioni di crescita per le giovani generazioni; meno sicurezza nei centri e nelle periferie delle città medie e piccole del Piemonte. Per questo chiediamo al Presidente della Regione Piemonte e sottoponiamo alla vigilanza del Ministro un “Piano di sviluppo per la Cultura” che abbia tra i suoi principali obbiettivi il sostegno dell’occupazione, in particolare di quella giovanile, e il sostegno alle imprese pubbliche e private del settore». In attesa di risposte sul proprio futuro, gli operatori del settore culturale proseguono le iniziative di divulgazione e informazione sulle motivazioni della protesta. Sulla loro pagina Facebook tutti gli aggiornamenti.

(manuela battista)



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