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Un passo avanti verso la chiusura degli Opg

13 Jan Un passo avanti verso la chiusura degli Opg

Immagine 11Sì dalla commissione giustizia di palazzo Madama all’emendamento per la chiusura degli Opg, gli ospedali psichiatrici giudiziari. Secondo quanto scritto nel testo dell’emendamento approvato ieri, 12 gennaio, al Senato, e che dovrà essere confermato dall’Aula la prossima settimana, il termine entro il quale questo accadrà è il 31 marzo del 2013: “gli istituti penitenzari già sede di ospedale psichiatrico giudiziario” infatti dovranno essere entro allora “definitivamente chiusi o, in alternativa, riconvertiti ad altra funzione penitenziaria”.
L’emendamento è frutto del lavoro della commissione d’inchiesta guidata da Ignazio Marino, e prevede per i pazienti non socialmente pericolosi il riaffidamento alle cure delle Asl; per gli altri pazienti invece gli Opg dovranno essere sostituiti da strutture sanitarie con standard ospedalieri e compiti di sicurezza affidati sempre alla polizia penitenziaria, ma all’esterno delle strutture. Per Marino ora “possiamo sperare di superare definitivamente l’orrore dei manicomi criminali”. Un orrore noto agli addetti ai lavori, ma che è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica la scorsa estate, dai reportage girati durante le ispezioni a sorpresa della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale.
Gli internati nei sei Opg italiani sono 1404, di cui 446 dimissibili. Ma solo 160 di loro sono stati dimessi tra luglio e novembre 2011, mentre per 281 è scattata la proroga e 5 intanto sono morti. Nell’80% dei casi, la permanenza in struttura supera abbondantemente la durata della reclusione stabilita dal tribunale, che viene prorogata di 6 mesi in 6 mesi.
Dei pazienti “dimissibili” perché socialmente non pericolosi, 6 su 10 rimangono dentro perché mancano strutture – o nuclei famigliari d’origine – che possano accoglierli.



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