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Un pianoforte per Carla

08 Jun Un pianoforte per Carla

La comunità Il filo d’erba di Rivalta ha scelto di ripercorrere i suoi primi 40 anni di storia invitando e rievocando le persone che con questa struttura hanno condiviso una parte, lunga o breve, della propria vita. Una mostra fotografica allestita tra la casa e il vivaio de Il filo d’erba, un angolo dedicato alle storie e alla lettura di alcuni documenti e testi significativi, e infine un pianoforte e le sue note delicate, per ricordare Carla, un’amica della comunità che negli anni Ottanta ha vissuto in quelle case e passeggiato in quel giardino che ancora oggi accoglie storie e famiglie disposte a mettere in gioco qualcosa di sé per ritrovare la propria indipendenza: «Celebravo un matrimonio – si legge su un articolo de La Stampa scritto nel 1987 da Ezio Mauro – e io ero la sposa. Battezzavo un bambino, e io ero la madre. Tutto ciò che nella comunità era femminile si riverberava su di me, ma con un sentimento doloroso di privazione, come se mi fosse stato rubato, o mi fosse impedito di viverlo». Sono parole di Carla, un tempo don Carlo, che a 50 anni decide di non nascondere più il suo vero io, credente, religioso, femminile. All’epoca la transessualità era marchiata con uno stigma sociale ancora più inclemente che oggi, tanto più se a proclamare questa condizione era un prete, amato e rispettato dalla propria comunità parrocchiale. Nell’età matura della sua vita, inizia per Carla un percorso di rinascita colmo di ansie e aspettative, culminato con la trasformazione chirurgica e il riconoscimento burocratico della sua femminilità. A leggere alcuni pensieri scritti da Carla è don Luigi Ciotti, a cui Carla fu affidata, affinché trascorresse in un ambiente protetto il proprio percorso: “per molti di noi ha lasciato una parola di stima e di affetto – ha detto Ciotti durante la serata di festeggiamenti della comunità – . Quegli stessi sentimenti che chi, come noi, l’ha conosciuta, porta nel cuore assieme al suo ricordo”.(manuela battista)

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