About Us

Un tweet per salvare la Cooperazione

06 Dec Un tweet per salvare la Cooperazione

“Scrivi un Tweet a Cota contro i tagli alla cooperazione”. È l’iniziativa lanciata tramite Twitter per protestare contro la decisione della Regione di tagliare i fondi per la cooperazione internazionale. La Giunta Cota ne ha infatti recentemente confermato l’azzeramento per il 2011 e anche per il 2012-2013 e 2014.
“Proviamo ancora a fare qualcosa per far sentire la nostra voce: partecipate e diffondete” scrivono oggi sul social network le stesse realtà che a inizio giugno avevano promosso già un altro appello per scongiurare l’annullamento dei finanziamenti al settore: le 25 associazioni riunite nel COP – Consorzio Ong Piemontesi, i 32 Comuni del CoCoPa – Coordinamento dei Comuni per la Pace (con la Città e la Provincia di Torino) e ReCoSol – la Rete dei Comuni Solidali.
Obbiettivo della nuova campagna è chiedere al governatore Roberto Cota di rivedere i tagli al bilancio e dare, quantomeno, una spiegazione rispetto a questa scelta così drastica, seguita a mesi di tentennamenti.
Se il bilancio preventivo 2011 approvato prima dell’estate già prevedeva l’ipotesi di azzeramento delle risorse – sulla scia dei tagli effettuati nel 2010, superiori al 70% del totale dell’anno precedente – a inizio ottobre questo rischio sembrava rientrato, e si profilava un accordo per il rilancio della cooperazione internazionale. Una rete costituita da oltre 150 progetti in più di 50 Paesi fra i più poveri del mondo, realizzati grazie alla collaborazione di oltre 800 soggetti piemontesi – associazioni, enti locali, università e centri di formazione, scuole, aziende sanitarie, associazioni di categoria, enti religiosi, ecc. – e altrettanti partner operativi nei territori interessati. Tradotto, si parla di centinaia di migliaia di persone che hanno avuto l’opportunità di migliorare le loro condizioni di vita grazie a interventi in settori mirati quali salute, educazione, lotta alla malnutrizione, accesso alle risorse idriche, agricoltura, formazione professionale, sviluppo locale, rafforzamento istituzionale, tutela dei diritti delle minoranze.
Senza le risorse messe a disposizione dalla Regione, l’intera rete rischia di essere smantellata. «È successo ciò che di peggio ci aspettavamo» ha commentato Umberto Salvi, presidente del Consorzio delle Ong Piemontesi, di fronte a questa nuova marcia-indietro della Giunta sulla possibilità di dare un seguito a quanto costruito finora. «Non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di discuterne, almeno per riuscire a programmare un futuro, ben sapendo di trovarci, tutti, in un momento di crisi economica».
«Verso le nostre proposte – ha continuato Salvi – c’è stata una completa sordità. Un fatto secondo noi gravissimo se si considera che il Consorzio rappresenta una fetta importante della società civile piemontese, non caratterizzata politicamente e anzi assolutamente trasversale».

(toni castellano)



Facebook

Twitter

YouTube