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Una sentenza a favore dei diritti

28 Mar Una sentenza a favore dei diritti

scuola_mediaTagliare le ore di sostegno a uno studente disabile è una “condotta discriminatoria”. A dirlo è stato un giudice del tribunale della Spezia, che ha accolto il ricorso presentato dai genitori di uno studente sedicenne. Il giudice ha condannato il Ministero a ripristinare le ore di sostegno “dimezzate” all’inizio dell’anno a causa dei tagli e a provvedere al pagamento di tutte le spese legali e processuali sostenute dalla famiglia. La sentenza fa leva su una legge (la 67 del 2006) che consente di citare in giudizio le pubbliche amministrazioni quando si ritiene che un atto possa porre un portatore di handicap in una posizione di svantaggio. A promuovere e vincere la causa contro il Ministero l’avvocato Isabella Benifei.

Avvocato, la nostra Costituzione all’articolo 3 dice che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Questa sentenza può essere letta come un richiamo forte a questo principio?
Non posso commentare questa sentenza, perché non è mia abitudine farlo, né, soprattutto, voglio dare eccessiva visibilità alla storia personale del ragazzo che ho difeso. Tuttavia è chiaro a tutti che il contenuto di questo pronunciamento è molto forte, direi dirompente.

I tagli al sociale rischiano di compromettere proprio i diritti di chi dovrebbe essere maggiormente tutelato. E’ quello che è successo nel caso da lei seguito? 
Il giudice ha parlato di “condotta discriminatoria” non a caso. Ma ripeto: non voglio entrare nei dettagli. Anche perché non vorrei correre il rischio che a questa sentenza venga dato un significato politico. La politica non c’entra, c’entrano i diritti. Nelle intenzioni della mamma e del papà non c’era nemmeno l’ombra di una polemica politica. C’era piuttosto la volontà di rivendicare per il loro figlio quel diritto allo studio che era stato gravemente limitato dai tagli alle ore di sostegno.

Si parla di questa sentenza come di un precedente importante per la tutela di tanti disabili penalizzati dai tagli alla scuola…
Questa sentenza ha reso giustizia ad uno studente e alla sua famiglia, ma non può costituire un precedente: nel nostro Paese le sentenze non sono vincolanti. Si parla di violazione di un diritto ma ci si riferisce ad una storia specifica. Ovviamente questo non sminuisce la portata di un pronunciamento importante, forte, netto.

Il Ministero ha trenta giorni di tempo per restituire al ragazzo spezzino le ore di sostegno che gli erano state negate. E la sentenza del tribunale ligure, ora, regala una speranza in più alle persone cui i tagli alle risorse dedicate a chi fa più fatica hanno sottratto diritti, possibilità, futuro.

(federica grandis)



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