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Ventimiglia, 30 aprile. Per la solidarietà, contro l’intolleranza

24 Apr Ventimiglia, 30 aprile. Per la solidarietà, contro l’intolleranza

Don Ciotti e il Gruppo Abele aderiscono alla manifestazione del 30 aprile a Ventimiglia “Contro la rimozione dell’umanità” e a sostegno dei volontari che hanno aiutato e continuano ad aiutare i migranti bloccati alla frontiera italo-francese di Ventimiglia.

Dopo l’appello del 19 aprile per una grande manifestazione a Ventimiglia il sindaco della città, «dato atto che appare doveroso (seppur temporaneamente) rimuovere i divieti che impediscono la somministrazione volontaria da parte di singoli o associazioni operanti sul territorio» di cibo ai migranti, ha disposto la revoca dell’ordinanza che tale somministrazione vietava.
È il primo rilevante successo di una mobilitazione che sta avendo adesioni crescenti: dall’associazionismo del territorio fino all’Arci nazionali, dalle organizzazioni politiche della sinistra a numerosi intellettuali e attivisti italiani e francesi (tra gli altri Carlin Petrini, José Bové ed Erri De Luca).
Ed è una ragione in più per confermare e far crescere la mobilitazione del 30 aprile. Perché la revoca della ordinanza è “provvisoria”. Perché ci sono procedimenti penali pendenti contro chi l’ha violata o, comunque, ha fornito aiuto concreto ai migranti. Perché cresce nel paese la criminalizzazione persino delle associazioni che cercano di salvare in mare i migranti, perché il decreto Minniti autorizza e induce pratiche di rifiuto e di discriminazione.
Dunque la manifestazione di Ventimiglia del 30 aprile è non solo confermata ma rilanciata con maggior impegno.
(23 aprile 2017; livio pepino e marco revelli)

 

 Leggi l’articolo “Per la solidarietà contro l’intolleranza” di don Luigi Ciotti, Il manifesto 22 aprile 2017

 

L’appello:
Contro l’intolleranza prima tappa il 30 aprile a Ventimiglia

Dar da mangiare a chi ha fame è, da sempre, il gesto fondamentale della solidarietà.
È ciò che fonda una comunità di uguali. Punire la solidarietà o impedirne l’esercizio, qualunque ne sia la ragione, mette in pericolo i principi e i valori minimi di umanità e di civiltà.

Per questo ci preoccupa e ci indigna l’avvenuta incriminazione a Ventimiglia, nel marzo scorso, di alcuni volontari francesi, denunciati per il reato di cui all’articolo 650 del codice penale (“inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”) per avere distribuito cibo a migranti contravvenendo al divieto previsto nell’ordinanza 11 agosto 2016 del sindaco della città. E tanto più ci preoccupa e indigna il contesto in cui questa vicenda si colloca: un contesto in cui si moltiplicano ordinanze e divieti analoghi, che trovano la loro “legittimazione”, da ultimo, nel decreto legge n. 14/2017 (il cosiddetto decreto Minniti) in cui, evocando la tutela di un non meglio precisato “decoro urbano”, si attribuiscono ai sindaci enormi poteri sulla libertà delle persone più vulnerabili. E ciò mentre, sul confine, italo-francese crescono i processi contro chi sostiene e appoggia la libertà di circolazione dei migranti, processi che vedono in questi giorni imputati Francesca Peirotti a Nizza e Felix Croft a Imperia.

Non è questa la strada indicata nella storia della parte migliore dell’umanità e nella Costituzione repubblicana il cui articolo 2, oltre a «riconoscere e garantire i diritti inviolabili dell’uomo», richiede esplicitamente a tutti «l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà economica e sociale». Per affermare questi principi è necessaria una campagna per la solidarietà, contro l’esclusione e l’intolleranza. Cominciamo a Ventimiglia domenica 30 aprile, alle ore 12.00, alla Stazione ferroviaria. Sarà un’occasione di incontro di italiani e francesi. Un’occasione per opporci alla criminalizzazione della solidarietà, che colpisce proprio chi cerca di sopperire alle lacune delle istituzioni. Un’occasione per sollecitare la revoca dell’ordinanza sindacale dell’11 agosto 2016, per chiedere un’inversione della linea politica sottostante ai decreti legge degli ultimi mesi in tema di immigrazione e sicurezza, per contribuire a costruire una mobilitazione diffusa e una rete di sostegno all’accoglienza in tutte le sue manifestazioni.

Primi firmatari:
Livio Pepino (magistrato e saggista), René Dahon (Association Roya citoyenne), Marco Revelli (storico e politologo), Cédric Herrou (attivista), don Luigi Ciotti (Gruppo Abele e Libera), Domenico Chionetti (Comunità San Benedetto al Porto), Riccardo De Vito (Magistratura democratica), Monica Di Sisto (Campagna Stop Ttip), Anna Falcone (Comitato per la democrazia costituzionale), Carlo Freccero (autore televisivo e scrittore), Patrizio Gonnella (Cild e Antigone), Mariarosaria Guglielmi (Magistratura democratica), Roberto Lamacchia (Associazione Giuristi democratici), Gad Lerner (giornalista e scrittore), Luigi Manconi (sociologo, A buon diritto – Associazione per le libertà), Susanna Marietti (Antigone), Lidia Menapace (staffetta partigiana, femminista e saggista), Tomaso Montanari (storico dell’arte, Libertà e giustizia), don Fredo Olivero (Caritas Migranti), Moni Ovadia (attore teatrale, drammaturgo e compositore), Gianni Tognoni (Tribunale permanente dei popoli), Massimo Torelli (attivista), padre Alex Zanotelli (missionario comboniano)

Per adesioni: solidarietavsintolleranza@gmail.com



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