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Via norma del 3% dall’agenda del Governo

07 Jan Via norma del 3% dall’agenda del Governo

Logo_Libera“Quella norma del 3 per cento” non è stato sicuramente per il Governo il miglior modo per iniziare il nuovo anno. Bene si è fatto a ritirare quel provvedimento , un atto dovuto e inevitabile, ma ora ci aspettiamo che quella norma ingiusta venga cancellata definitivamente dall’Agenda del Governo Renzi perchè se se sbagliare è umano perseverare è diabolico. Ora, va bene che a Natale si è tutti più generosi, ma qui si è esagerato davvero. Speriamo che la Befana possa portare buon consiglio. Come Libera ci permettiamo qualche suggerimento perché il “sacco di carbone” sia congruo per chi evade le tasse e froda il fisco, a prescindere dal cognome che porta. “In una nota Libera sulla pasticcio natalizio della decreto fiscale. Ecco le proposte concrete di modifica:
Rivedere sia l’art. 5 (che innalza i limiti di punibilità per la “dichiarazione infedele” IRPEF e IVA da 50.000 a 150.000 euro, per l’evasione delle singole imposte, e da 2 a 3 milioni di euro, per l’ammontare complessivo degli elementi indicati in dichiarazione) sia l’art. 6, che innalza i limiti di punibilità per la “omessa dichiarazione” IRPEF e IVA da 30.000 a 50.000 euro. Sono modifiche sbagliate- commenta Libera- perché comportano per i processi non definiti (numerosissimi)  “l’annullamento”, anche se in fase avanzata, e di conseguenza l’immediata revoca dei sequestri, particolarmente efficaci perché gli imputati, pur di ottenere la restituzione degli immobili, delle aziende, etc, rinvenuti grazie alle indagini penali, pagano sanzioni e interessi. Nei procedimenti arrivati a sentenza definitiva, invece, queste norme comportano l’immediato “annullamento” delle esecuzioni relative a condanne in atto e un gran lavoro per i giudici, potendo il condannato chiedere l’annullamento della sentenza irrevocabile già pronunciata, per evitare effetti per sè sfavorevoli. Le modifiche previste, inoltre, potrebbero consentire di chiedere la restituzione dei beni definitivamente confiscati. Insomma- prosegue nella nota Libera- un vero pasticcio a cui si aggiunge la sostanziale non perseguibilità al di sotto delle nuove soglie dell’evasione fiscale.
Modificare, per le stesse ragioni sia l’art. 9 che innalza i limiti di punibilità per l'”omesso versamento di ritenute certificate” da 50.000 a 150.000 euro, sia l’art. 10 che innalza i limiti di punibilità per l’ “omesso versamento IVA” da 50.000 a 150.000 euro.
Cancellare l’ormai famigerato art. 15 del decreto che introduce l’art. 19 bis al d.lgs. n. 159/11 (la cosiddetta norma salva Berlusconi) con una causa di non punibilità per tutti i reati descritti quando l’importo delle imposte sui redditi evasi non è superiore al tre per cento del reddito imponibile dichiarato o l’importo dell’IVA evasa non è superiore al tre per cento dell’ imposta sul valore aggiunto dichiarata. Le conseguenze sarebbero quelle già indicate per gli articoli precedenti, dunque anche per le condanne definitive, ma, soprattutto, è incomprensibile un’ulteriore causa di non punibilità, che difficilmente supererebbe l’esame della Corte costituzionale.
“Al di là dei singoli articoli – conclude la nota di Libera – l’area del contrasto penale, l’unico con qualche efficacia, limitando gravemente i casi di sequestro e confisca di prevenzione che ormai molte Procure (e Tribunali) adottano nei confronti degli evasori fiscali”.



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