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14 luglio a Ventimiglia per un permesso di soggiorno europeo

05 Lug 14 luglio a Ventimiglia per un permesso di soggiorno europeo

Anche Luigi Ciotti ha aderito all’appello per la costruzione di una mobilitazione collettiva per uscire dall’isolamento mediatico e rivendicare la dignità e l’autonomia delle persone in viaggio, per affermare l’umanità e la legittimità delle pratiche solidali e per interrompere una narrazione del fenomeno migratorio improntata a logiche populistiche e eurocentriche. La mobilitazione prevede, al termine di un percorso collettivo di riflessione e proposta, una mobilitazione pubblica il 14 luglio a Ventimiglia

Invitiamo tutte le realtà, le associazioni, i collettivi, i gruppi e le singole persone che si occupano delle tematiche legate ai flussi migratori, all’accoglienza, alla solidarietà e chiunque sia interessato, a partecipare al percorso di costruzione della mobilitazione del 14 luglio a Ventimiglia.
Una mobilitazione che si svolgerà su uno dei confini interni più controversi d’Europa, per denunciare la brutalità delle politiche nazionali ed internazionali di governo delle migrazioni. Ma anche per rivendicare la necessità di un permesso di soggiorno europeo, il diritto alla mobilità e per ripensare l’attuale sistema della cosiddetta “accoglienza”. Una mobilitazione contro la tratta e le violenze di genere, contro lo sfruttamento delle persone migranti, per la loro libertà e autodeterminazione.
Come il Mediterraneo è il fossato mortale di un’Europa rinchiusa nella sua fortezza, così Ventimiglia è il simbolo del fallimento di un’Europa senza confini interni. Infatti il confine fra Italia e Francia rientra nell’accordo di Schengen, uno di quei confini che non dovrebbero più esistere per le persone e che invece si stanno moltiplicando e militarizzando, nuovi muri che lasciano passare le merci e fermano i corpi, i desideri, i progetti di vita.

Riteniamo che il percorso verso il 14 luglio possa rappresentare una preziosa occasione di scambio, dialogo e cooperazione tra coloro che, pur nella diversità di territori, eterogeneità e appartenenze, condividono gli stessi orizzonti di pensiero, l’idea di una società senza confini di classe, genere o nazione.
La manifestazione prende posizione di fronte alle politiche locali, italiane ed europee che quotidianamente si ripercuotono sulle condizioni di vita e sui diritti fondamentali delle persone in viaggio e non solo.
Ventimiglia è stata scelta perché luogo simbolo delle violente e fallimentari politiche migratorie sia italiane che europee, come il decreto Minniti-Orlando o l’accordo di Dublino III. 
Pensiamo che il nuovo governo italiano populista, xenofobo e razzista possa ulteriormente aggravare una situazione già estremamente critica per chi rivendica diritti e libertà di movimento. 

L’Europa è simbolo del fallimento dell’accoglienza istituzionale. 
Come succede in molti altri territori, tantissime di queste persone dormono in accampamenti a cielo aperto, dove manca tutto e le condizioni igienico sanitarie sono precarie, pur di non sostare nel campo della Croce Rossa Italiana, situato a 5km dalla città per questioni di decoro, costantemente presidiato dalle forze dell’ordine. 
Come in tante altre città, “l’accoglienza” si presenta di fatto come uno strumento di disciplinamento e inferiorizzazione. 
I grandi centri di prima accoglienza troppo spesso sono luoghi di segregazione e spersonalizzazione, luoghi orientati all’infantilizzazione delle persone migranti alle quali viene negata la dignità umana e la tutela dei diritti primari. 
Tuttavia questo violento sistema di confinamenti e controllo non riesce a frenare e neutralizzare il desiderio di libertà e le rivendicazioni che caratterizzano questi movimenti migratori. 
In Europa infatti si sono susseguite a più riprese proteste, contestazioni, azioni collettive auto-organizzate, “contro-condotte” e diffusi comportamenti di carattere resistenziale.

L‘Europa è il simbolo del razzismo istituzionale che è ormai pratica quotidiana.
Chi ogni giorno tenta di attraversare il confine rischia di incappare in uno dei numerosi controlli di polizia, basati esclusivamente sul colore della pelle. La discrezionalità dei controlli di frontiera raggiunge casi di aperta violazione delle norme e dei trattati internazionali, come il reiterato respingimento di minori non accompagnati dalla Francia all’Italia. 
Chi viene respinto al confine o viene trovato privo di documenti in città, può essere trasferito verso l’hotspot di Taranto o di Crotone. 
Queste pratiche di identificazione e deportazione, tristemente comuni a molti altri territori, avvengono quasi quotidianamente con l’intento di “alleggerire” la frontiera, una pratica istituzionale rivelatasi oltre che inumana, anche dispendiosa per le casse dello stato e inutile visto che le persone dopo pochi giorni ritornano a Ventimiglia nel tentativo di raggiungere altri paesi europei.

L’Europa è il simbolo della violenza su donne e minori.
Le donne e le minori spesso si mettono in viaggio per sottrarsi alla violenza patriarcale nel paese di origine, ma la violenza di genere è una costante in tutto il viaggio delle migranti. 
Le donne in transito non hanno accesso alla salute, alla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili, non possono richiedere in tempi utili un’interruzione volontaria di gravidanza; le condizioni in cui vengono “accolte”, a Ventimiglia e non solo, sono insicure, non le tutelano dal rischio di diventare “merce di scambio” e di entrare nella rete della tratta che nutre il mercato della prostituzione. 
Le violenze sono all’ordine del giorno per tutte le migranti e avvengono sotto gli occhi di tutti, istituzioni e forze dell’ordine comprese, che persistono però nell’attuare unicamente politiche repressive e di controllo. 

In tutta Europa si susseguono attacchi ad ogni forma di solidarietà attiva: dalle navi delle ONG trattate come scafisti, agli arresti di chi aiuta i migranti nel loro percorso, alla continua costruzione di muri fisici e legislativi, fino alle migliaia di avvisi orali, fogli di via e denunce ad attivisti e solidali, colpevoli semplicemente di esprimere solidarietà. A Ventimiglia ad esempio per oltre un anno una ordinanza comunale ha vietato di portare da mangiare ai migranti. 
In tre anni si sono susseguiti sgomberi forzati dei campi, blocco delle fontane (unica fonte di approvvigionamento per molti), “pulizia” con le ruspe del greto del fiume Roya, chiusura di luoghi protetti di accoglienza per donne e minori come la Chiesa delle Gianchette; un insieme di “soluzioni” che, ben lungi dal risolvere la situazione, la peggiorano.

Per tutti questi motivi costruiamo assieme una mobilitazione collettiva. Una giornata di solidarietà per la libertà di movimento, per uscire dall’isolamento mediatico e rivendicare la dignità e l’autonomia delle persone in viaggio, per affermare l’umanità e la legittimità delle pratiche solidali e per rompere finalmente con una narrazione improntata prevalentemente su logiche eurocentriche e populiste.

Non vogliamo una mobilitazione “per i migranti”, ma una mobilitazione che sia con e delle persone migranti. Una mobilitazione che sappia includere tutti e dare vita a linguaggi e progetti coinvolgenti.
Ci rivolgiamo anche a quella parte di cittadinanza ventimigliese che vuole sentirsi soggetto attivo del proprio territorio. 
Vogliamo una mobilitazione trasversale che, con la forza della sua determinazione e partecipazione, sappia dare forza e visibilità alle rivendicazioni delle persone migranti e ai diversi percorsi di solidarietà che si stanno sviluppando in tutta Europa (dalla Spagna alla Grecia passando per Calais) contro la barbarie rappresentata dai confini e dalle politiche migratorie.

14 luglio ore 14.00 corteo internazionale a Ventimiglia

Per info e adesioni: 
[email protected]

#permessodisoggiornoeuropeo
#ventimigliacittàaperta
#dirittisenzaconfini
#liberedimuoversiedirestare 
#14L 

 
Adesioni (in continuo aggiornamento):
Progetto20k / Aut Aut 357 / NON UNA DI MENO – Genova / Centro Sociale Zapata Genova / Bergamo Migrante Antirazzista / Lsoa Buridda / c.s.a. Pacì Paciana / Casa di Betania ONLUS Rozzano / Réseau decolonial 06 / LUME – Laboratorio Universitario MEtropolitano / Fuori Luogo / Kascina Autogestita Popolare Angelica “Cocca” Casile / Studenti Indipendenti Scienze Politiche / Sconfinamenti Padova / Milano InMovimento / Assemblea Universitaria Antifascista Trento / LasciateCIEntrare / Codici Ricerca e Intervento / FCO Folk Club Oltremare / Nuovo Armenia / Sinistra Italiana Genova / Coordinamento Regionale Sinistra Italiana Liguria / Arci nazionaleCAZ – Collettivo Alpino Zapatista / La Scighera / Milano Antifascista Antirazzista Meticcia e Solidale / Macao / Comunità San Benedetto al Porto / Diem25France / Sindacato Generale di Base SGB / Roya citoyenne / Associazione Diritti per tutti / One Bridge To Idomeni / The European Institute for Progressive Cultural Policies (EIPCP) / Diapason Cooperativa Sociale Onlus / Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA) – Lombardia/ Caravana Abriendo Fronteras / Non una di meno – Trento / DiEM25 Genova / Rete della Conoscenza / Unione degli Studenti / Link Coordinamento Universitario / Associazione Ya Basta! Milano / Centro Sociale Casaloca / Rete Accoglienza e Diritti Friuli-Venezia Giulia / Rete Solidale Pordenone / Associazione Immigrati Pordenone / Popoli in Arte / Diem25 Italia / LUBo Libera Università Bologna / La Talpa e L’Orologio / Associazione per un Archivio dei Movimenti di Genova / Associazione Giuristi Democratici sez Genova / Valverde No Tav / Associazione AG-AboutGender / Associazione Ambulatorio Internazionale Città Aperta / Collettivo Voce Al Deledda – VAD / Melting Pot Europa / Arising Africans / Disc – Saperi Critici / Attac Italia / Migr/Azioni / Non Una di Meno – Trieste / Operatori e Operatrici X – Genova / Ora in Silenzio per la Pace – Genova / Adesso – antimafia, diritti e solidarietà sociale / Centri Sociali delle Marche / Q Code Magazine / Circolo Guernica / Associazione Mappamondo – Sanremo / Comitato Territoriale Uisp Imperia / Attac Imperia / Rete Antirazzista Catanese / Non Una di Meno Bologna / Non Una di Meno Alessadria / CarovaneMigranti (México-Tunisia-Italia) / Labas / TPO / Osservatorio Repressione / Associazione Studi Giuridici Immigrazione (ASGI) / Ya Basta Bologna / Centri Sociali Marche / Carovane Migranti / Rete Antirazzista Catanese / Attac Imperia / MigrAzioni /
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