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21 Mag Agenzie Ansa del 2005

Il gruppo Abele prende parte alla Rete Disarmo (un cartello di associazioni che si batte contro la proliferazione delle armi) e alle numerose iniziative per la liberazione della giornalista del ‘Manifesto’ Giuliana Sgrena rapita in Iraq. L’associazione torinese, inoltre, continua a lavorare sui temi di cui si occupa fin dalla sua nascita, come prostituzione e immigrazione. Perché, come ha detto don Luigi Ciotti, “se i bisogni sono diritti le persone diventano cittadini, se i bisogni sono favori le persone diventano vittime della criminalità”. Parole che, con le stragi a cui assistiamo quotidianamente nel Mediterraneo, suonano ancora tremendamente attuali.

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21 Mag Agenzie Ansa del 2004

Preoccupazione per l’oligopolio del sistema informativo italiano, battaglia per una maggiore legalità nel mondo del calcio e denuncia dei crimini commessi nel carcere iracheno di Abu Ghraib ad opera dei soldati statunitensi. Questi sono solo alcuni dei temi di cui Don Luigi Ciotti e il Gruppo Abele si sono occupati nel 2004. Particolare attenzione è stata riservata anche alla Legge Fini-Giovanardi, il pacchetto di misure sulle droghe a cui l’associazione torinese si è opposta fin da quando era solo una legge in discussione nel Parlamento. La norma, approvata dal Governo Berlusconi nel 2006, sarà parzialmente abrogata nel 2014 perché dichiarata incostituzionale dalla Consulta.

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21 Mag Agenzie Ansa del 2003

Le televisioni e i quotidiani continuano ad occuparsi di indulto e di sovraffollamento nelle carceri, un problema divenuto ormai sistemico. Il Gruppo Abele parte da questo tema per lanciare un appello più ampio all’intera classe politica italiana: basta con le leggi forti con i deboli e deboli con i forti. Continua anche la protesta, purtroppo vana, contro gli interventi armati post-11 settembre. Per Don Luigi Ciotti “bombardare l’Iraq per prendere Saddam sarebbe come bombardare Palermo per catturare Bernardo Provenzano”.

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21 Mag Agenzie Ansa del 2002

Il Gruppo Abele partecipa al dibattito pubblico sulla legge Bossi-Fini, il pacchetto di misure sull’immigrazione fortemente criticato dal mondo cattolico e da alcuni intellettuali come il premio Nobel Dario Fo e lo scrittore Stefano Benni. L’associazione torinese prende posizione anche contro la presenza di parlamentari inquisiti nella Commissione giustizia e in quella antimafia del Parlamento. E mentre il mondo occidentale è concentrato sul terrorismo religioso, in Italia torna lo spettro di quello politico: è il 19 marzo 2002 quando le nuove Br uccidono a Bologna il giuslavorista Marco Biagi.

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21 Mag Agenzie Ansa del 2001

A volte bisogna avere il coraggio di essere inadeguati. Con queste parole Don Luigi Ciotti interviene alla prima conferenza nazionale contro il racket e l’usura, scagliandosi contro un orizzonte culturale fatto solo di ricchezza e produzione. Il 2001 è anche l’anno dei tragici fatti di Genova e dell’attacco alle Torri Gemelle, un episodio che rappresenterà una vera e propria cesura nel mondo occidentale. Il Gruppo Abele lancia un appello per non cedere alla tentazione della rappresaglia e per rompere la spirale di odio e terrore.

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21 Mag Agenzie Ansa del 2000

Anche nel nuovo millennio il Gruppo torna a fare l’appello di sempre: investire sul sociale. Non solo perché è giusto ma soprattutto perché è fruttuoso.

L’associazione torinese promuove anche il piano Marshall delle carceri ideato da Sergio Cusani e Sergio Segio che prevede una radicale riforma del sistema penitenziario per favorire il reinserimento dei detenuti. Sempre nel 2000, in occasione del Giubileo, l’intero mondo cattolico ha invocato l’amnistia, tuttavia il Parlamento è stato incapace di elaborare una proposta che ponesse fine al problema del sovraffollamento delle carceri.

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21 Mag Agenzie Ansa del 1999

Con 16 miliardi di capitale inizia l’avventura di Banca Etica. Ma il 1999 è anche la Giornata della memoria per le vittime di mafia celebrata a Corleone, comune in provincia di Palermo famoso per aver dato i natali ai boss della mafia Totò Riina e Bernardo Provenzano.  L’anno si chiude con molteplici iniziative del Gruppo dedicate all’immigrazione: dallo studio del fenomeno fino alla proposta di un marchio di legalità per le aziende che non sfruttano manodopera straniera.

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20 Mag Agenzie Ansa del 1998

Il dibattito pubblico sulla tossicodipendenza è dominato dalla proposta della somministrazione controllata di eroina. Il Gruppo Abele torna ad occuparsi anche di lavoro, partecipando ad iniziative contro il caporalato. Il Parlamento italiano, intanto, discute dell’abolizione dell’ergastolo. Un appello, firmato tra gli altri da Michele Serra, Carlo Freccero e Don Luigi Ciotti, chiede ai politici di scommettere sul reinserimento dei detenuti. Richiesta che verrà disattesa da deputati e senatori.

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20 Mag Agenzie Ansa del 1997

Durante la conferenza nazionale sulle tossicodipendenze, che nel 1997 si svolge a Napoli, si assiste ad un duro scontro tra proibizionisti e antiproibizionisti. Un’importante fetta dei parlamentari italiani si oppone alla politica di riduzione del danno portata avanti da operatori e ricercatori. I telegiornali italiani, intanto, lanciano notizie che assomigliano sempre più a bollettini di guerra: è iniziata l’epoca delle cosiddette stragi del sabato sera. Davanti alle discoteche il Gruppo Abele distribuisce opuscoli che, oltre a dissuadere, forniscono consigli pratici su come evitare disidratazione, collassi da calore e attacchi di panico dovuti all’assunzione di droghe sintetiche.

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20 Mag Agenzie Ansa del 1996

Immigrazione, sovraffollamento delle carceri e questione giovanile. Sono questi i temi affrontati dal Gruppo nel 1996. Vecchie e nuove droghe si affacciano nelle notti degli adolescenti: tornano gli acidi, le anfetamine e, soprattutto, esplode l’ecstasy. La seconda causa di morte tra gli under 21 è il suicidio mentre la popolazione italiana segna il record europeo consumando 81 milioni di confezioni di pillole antidepressive e ansiolitiche.

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