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Casa Freeda

Casa Freeda nasce a marzo 2019. Il suo nome, studiato e pensato dalle operatrici che attualmente lavorano nella struttura, nasce dalla fusione di alcune parole rappresentative, che richiamano gli ideali e gli obiettivi del progetto stesso: Farida فرد (nome proprio arabo che significa perla rara) e Freedom (libertà). È anche un nome proprio di donna, Frida o Farida. Vuole trasmettere è la rappresentazione della donna libera o della libertà-donna.

Il progetto è rivolto a donne straniere in condizioni di vulnerabilità, con l’obiettivo principale di identificare precocemente le vittime di tratta, per poterle sottrarre alla rete di sfruttamento, accogliendole in percorsi dedicati e protetti.
A Casa Freeda le ospiti hanno l’opportunità di ripensare al proprio progetto migratorio individuando insieme alle operatrici il miglior percorso di vita futuro, adattandolo alle loro esigenze, ai bisogni personali e a ciò che emerge durante l’osservazione in struttura.
Durante il periodo di permanenza in struttura le ospiti vengono accompagnate in un percorso di conoscenza del territorio, ma anche dei propri diritti e dei doveri come cittadine. Si orientano rispetto ad una possibile regolarizzazione dei documenti di soggiorno (accompagnamento in questura, presso la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, presso l’Asl per l’iscrizione al servizio sanitario nazionale, etc). Inoltre partecipano a corsi e laboratori attivi sia sul territorio in collaborazione con altri enti, che presso la sede dell’associazione Gruppo Abele.
Da marzo 2019 Casa Freeda ha accolto 5 donne e 1 bimbo di 8 mesi, tutte di nazionalità nigeriana e di fascia di età dai 18 ai 26 anni.

 

Casa Freeda:

tel: (+39) 0113841023 – mail: [email protected][email protected]

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