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Criminalità: don Ciotti, Italia si occupa poco dei giovani

17 Gen Criminalità: don Ciotti, Italia si occupa poco dei giovani

17.01.2018 | Ansa

Bari – “L’Italia è un Paese che si preoccupa dei giovani, ma non se ne occupa a sufficienza. Lo dico come un atto di amore e nel ricordare le parole del vescovo pugliese don Tonino Bello, sulla necessità di alzare la voce quando in molti scelgono un prudente silenzio, dico alziamola insieme per chiedere ciò che è giusto”. Lo ha sostenuto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, parlando oggi a Bari in Consiglio regionale con i giornalisti, in occasione del suo intervento nella commissione consiliare di studio e di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia. Don Ciotti è stato ascoltato, con i referenti nazionale e regionale dell’Associazione nazionale Familiari vittime di mafia, Daniela Marcone e Alessandro Tedesco, sul testo di legge unico della Regione in materia di legalità e antimafia sociale. All’incontro è intervenuto, tra gli altri, anche il presidente della Giunta regionale, Michele Emiliano. “Tocca a tutti noi essere più presenti e vicini ai ragazzi. La scuola italiana nonostante miglioramenti perde ancora per strada – ha sottolineato don Ciotti – migliaia e migliaia di ragazzi. Ben 1 giovane su 3 lo perdiamo nei primi anni di superiori e sono ormai 2,3 milioni quelli che non studiano più e non trovano lavoro”. “Abbiamo anche il dovere di educare alla responsabilità. Dobbiamo evitare che la legalità diventi – ha spiegato don Ciotti – idolo e bandiera perchè in questi anni, in cui sono cresciuti illegalità e corruzione, molti hanno scelto la legalità malleabile e sostenibile, quella del se mi conviene rispetto le regole altrimenti no. Per questo dico che nel contrasto all’illegalità ed alle mafie c’è bisogno di politiche serie. Siamo chiamati a fare tutti la nostra parte, politica inclusa, che deve essere etica. Altrimenti – ha aggiunto don Ciotti – è altro”. “Ogni volta ci sono tante promesse. In molti contesti si ripetono stesse storie e meccanismi. Dobbiamo alzare la voce, fare in modo che il Paese si preoccupi e si occupi – ha concluso don Ciotti – di garantire giustizia sociale e pacifica convivenza”.



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