Immigrazione: nel 2017 crollano gli sbarchi. E i diritti - Gruppo Abele - Sostienici

Immigrazione: nel 2017 crollano gli sbarchi. E i diritti

barca migrantiCirca 60 mila migranti in meno sono sbarcati in Italia nell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle. Un calo del 34 percento per gli arrivi sulle coste italiane che porta a 120 mila il numero delle persone approdate via mare in cerca di una nuova vita, tra cui quasi 16mila minori non accompagnati.

Dietro al dato numerico c’è un 2017 in cui il tema dell’immigrazione è stato al centro del dibattito pubblico, dalla politica alle piazze, sia quelle reali, sia quelle del dibattito virtuale dei social network. Ripercorrerlo significa andare al 2 febbraio 2017, giorno in cui Gentiloni ha siglato per conto dell’Ue un accordo con il premier del governo di unità nazionale libico Al Sarraj, per la riduzione dei flussi migratori illegali. Un accordo che ricalca per modalità e criticità quello tra Ue e Turchia del 2016 e che dimentica di tutelare concretamente i diritti delle persone rispedite o trattenute nei paesi di partenza come ha ricordato anche don Ciotti in una recente intervista.

Molte Ong, il consiglio d’Europa in ottobre e poi anche l’Onu a Novembre hanno fatto sentire la propria denuncia e la propria preoccupazione per le condizioni di vita dei migranti bloccati nei campi profughi libici dall’altra parte del Mediterraneo. Esistono altre risposte possibili? Una strada è faticosamente percorsa dall’Unione europea fin dal 2015. Si chiama “relocation”, ossia il decongestionamento dei paesi a maggiore pressione migratoria (Italia e Grecia) con la ricollocazione delle persone sbarcate negli stati del nord europa secondo quote concordate. L’obiettivo era di giungere a quasi 100 mila ricollocamenti in questo triennio. Ma al 31 ottobre 2017 questa cifra era ferma a meno di 32 mila.

Un’altra strada ancora in embrione, ma vista positivamente a livello europeo è l’esperimento italiano dei corridoi umanitari per i richiedenti asilo, progetto pilota frutto di un accordo tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e quello dell’Interno. In pratica una strada legale per ottenere la protezione internazionale a cui si ha diritto. In un solo anno, 1000 persone ne hanno beneficiato, sfuggendo alle rotte illegali e ai mercanti di schiavi. Mille persone che grazie ai corridoi umanitari non si sono aggiunte ai 3.116 morti o dispersi nella rotta del Mediterraneo dal Nord Africa verso l’Italia che ha fatto registrare questo 2017 appena concluso.

Il 2018 da poco iniziato si è aperto con un rilancio da parte di Papa Francesco:  “L’incontro vero con l’altro non si ferma all’accoglienza – ha  sottolineato il  Pontefice nel suo discorso per la Giornata Mondiale Cei del Rifugiato e del Migrante: “E’ necessario anche “proteggere, promuovere e integrare”. Quattro pilastri dell’agenda cristiana, ma a a cui deve tendere una politica rispettosa della vita umana. Buon 2018.
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