Lo sguardo su sè stesse di 25 ragazze arriva a Torino con una mostra fotografica - Gruppo Abele - Sostienici

Lo sguardo su sè stesse di 25 ragazze arriva a Torino con una mostra fotografica

Je suis, j'ètais, je serai

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sono 25 ragazze che aspettano con trepidazione l’arrivo di un giorno per loro di grande importanza: quello in cui  verrà inaugurata a Torino la mostra fotografica di cui sono state protagoniste fin dai primi passi.

Il grande giorno sarà venerdì 8 giugno a partire dalle h 20.00 e le protagoniste sono giovani ivoriane, quasi tutte minorenni, con esperienze alle spalle di abbandono della famiglia e della scuola, sfruttamento e violenza. Le abbiamo conosciute allo Spazio Mères Filles all’interno del Carrefour Jeuenesse di Grand Bassam, da sempre centro di ritrovo e di fervore attivo, creato e animato dalla Comunità Abele nel lontano 1985 come progetto di cooperazione internazionale del Gruppo Abele.

La mostra porta il nome Je suis, J’étais, Je serai, (Io sono, io ero, io sarò) e l’idea alla base al progetto portato avanti dal Gruppo Abele in collaborazione con Terre des Hommes è che la ricerca della propria identità, nel passato e nelle aspettative per il futuro, può aiutare le ragazze più vulnerabili a superare momenti difficili e riacquistare stima in sé stesse.

Joana Choumali, fotografa di fama internazionale, ha lavorato con le giovani affinché inizialmente si sentissero a loro agio nel posare davanti alla macchina fotografica per ritratti in abiti tradizionali.  Come raccontano Leone De Vita, responsabile del progetto in Costa d’Avorio per il Gruppo Abele e Alessandro Rabbiosi, delegato di Terre des Hommes, le adolescenti sono state invitate a riflettere, con il sostegno degli educatori, sul concetto di bellezza nel tempo, sulla loro identità, sui loro sogni per il futuro. In seguito, loro stesse hanno creato delle opere collettive attraverso un collage delle loro immagini, dando vita a quattro ritratti di ragazze “immaginarie”, ma assolutamente reali per quanto riguarda il loro vissuto, che è poi un compendio delle loro storie e un’immagine del loro quotidiano.
La mostra delle loro opere accanto agli scatti di Joana Choumali è stata inaugurata il 29 giugno 2017 nel Centro Culturale Francese di Abidjan con il patrocinio di ONU Femmes e dell’Istitut Français Côte d’Ivoire.

Leone ci ha raccontato che vedere queste ragazze “del ghetto” esporre le loro opere a fianco di un’artista di fama internazionale in uno spazio così prestigioso è stata un’esperienza dal valore inestimabile. Una delle ragazze protagoniste della mostra, intervistata da un giornalista di una radio ivoriana che le chiedeva cosa le avesse lasciato questo percorso, ha risposto: “ci ha fatto capire che siamo importanti!”.

Grazie alle donazioni di tanti che hanno voluto sostenere il percorso che queste ragazze stavano affrontando, la mostra ora varcherà i confini della Costa d’Avorio per arrivare in Italia, e sarà inaugurata l’8 giugno presso la sede del Gruppo Abele, la Fabbrica delle “e”, a Torino, con entrata da via Sestriere 34. Si potranno assaggiare dalle h 20.00 alcuni piatti tipici ivoriani e ascoltare alcune testimonianze dalle h. 21.00.

Siamo felici di poter condividere con quante più persone possibili questa iniziativa, cercando di “continuare a dare solidità a questa nuova presa di coscienza del proprio valore e ruolo nella società attraverso azioni e programmi specifici, tanto collettivi come individuali, diretti a fare di queste ragazze finora ai margini, delle protagoniste mature e consapevoli dell’avvenire proprio e della comunità di cui fanno parte.”

 

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Dal 1965 il Gruppo Abele accoglie e sostiene le persone più fragili e contribuisce alla realizzazione di una società più giusta e solidale. Nel corso di cinquant’anni le nostre attività si sono ampliate e rinnovate nello sforzo di rispondere a bisogni sempre nuovi, senza mai scostarsi dall’anima e dal fine ultimo del nostro impegno: la dignità e la libertà delle persone.

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Il Gruppo Abele è impegnato da anni a Grand Bassam (Costa d’Avorio) dove svolge corsi di alfabetizzazione, visite ambulatoriali e anima una biblioteca pubblica.

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Attente all’unicità delle persone e delle loro storie, le comunità del Gruppo Abele offrono un sostegno calibrato a seconda delle esigenze e dei problemi: dipendenza da droghe, situazioni legate all’HIV/AIDS, traumi frutto di violenza famigliare, riscatto dal mercato della tratta e della prostituzione.

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Per chi è vittima di dipendenze (droghe, gioco d’azzardo, internet) ma anche per chi vive situazioni di povertà, vulnerabilità e disagio esistenziale, il Gruppo Abele offre un servizio di ascolto e di orientamento e una struttura di prima accoglienza.

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Gli “educatori di strada” del Gruppo Abele sono attivi nelle periferie e nelle zone più “a rischio” di Torino per costruire con i giovani vie alternative all’emarginazione e all’illegalità.

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La Comunità Mamma-Bimbo accoglie donne con figli minori che vivono situazioni di violenza, alta conflittualità familiare e forme di marginalità sociale che possono avere pesanti ripercussioni sulla salute psico-fisica del bambino e della donna.

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Il Drop-in è un luogo in cui chi vive la strada o una situazione di dipendenza da sostanze può trovare un momento di sosta, incontrare operatori disponibili all’ascolto e al sostegno, oltre che usufruire di alcuni servizi di prima necessità.

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