News - Gruppo Abele - Sostienici

Il Gruppo Abele in rete con nuove realtà va in viaggio a Foggia

La settimana scorsa, una parte dell’ufficio comunicazione del Gruppo Abele si è “trasferita” a Foggia, con la redazione de Lavialibera, per guardare e raccontare problemi e risorse di una delle città d’Italia in questo momento più attenzionate dalle istituzioni che si occupano di contrasto alla criminalità organizzata.

Abbiamo battuto strade e incontrato gente, siamo stati a Borgo Mezzanone, tra i braccianti agricoli con la Flai Cgil Foggia e sul bene confiscato che la Cooperativa Sociale “Pietra di Scarto” ha trasformato, a Cerignola, in un motore economico di giustizia sociale. E a Foggia abbiamo conosciuto i Fratelli della Stazione, una storica associazione di volontariato che si occupa delle persone senza fissa dimora.

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La Trattoria dell’Oca è un viaggio nel sogno e nella memoria

Dieci amici, dieci autori alla seconda esperienza di scrittura collettiva per dar vita ad una raccolta di racconti, tutti  ambientati alla Trattoria dell’Oca. Decidono poi di voler lasciare ancora un segno e devolvono i proventi dei diritti d’autore al Gruppo Abele.  Il loro è un giallo dalla trama piena di mistero. Raggiungere la Trattoria dell’Oca è solo apparentemente semplice.

I pellegrini, che da secoli hanno percorso i sentieri lungo la via del Volto Santo, lo sapevano. Il cammino è dolce, se armati di buoni piedi. E oggi lo sanno anche i turisti, anche se per le automobili è più complicato perché c’è solo una vecchia strada e quando piove o nevica la salita è solo per esperti.

Eppure il problema non è il cammino, non è la strada. Fermarsi alla trattoria è fermarsi per davvero, almeno per un po’, in una nuova dimensione spazio – tempo, fluida e ipnotica.

Ti vengono i dubbi: dove e quando?

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In bici con Piero, un’iniziativa a sostegno delle donne che accogliamo

Un umorista francese che di nome fa Didier Tronchet, un amante smodato del fumetto, dello sport e dell’aria aperta, spiega la questione con una frase:

La simpatia che ispira la bicicletta deriva dal fatto

che nessuna invasione è stata fatta in bicicletta.

Che la bici, è vero, in definitiva è uno strumento di pace, di lavoro e di resistenza. Un mezzo che sintetizza fatica e contemplazione, stati d’animo che indispongono il cuore al bellicismo e alla sopraffazione. La bicicletta ha un che di egualitario. La professionista o il bambino che prova il brivido al parco di togliere le rotelle hanno da fare strada in un unico solo modo: dandoci di muscoli. Sarà per questo che fa capolino nelle canzoni popolari come in quelle dei cantautori della generazione dei Sessanta e dei Settanta.

Ed è per questo suo pareggiare la fatica che è bellissima l’iniziativa “In bici con Piero”, lanciata da Fiab Torino Bike Pride e da Fiab Torino Bici&Dintorni, dedicata alla memoria di Piero Quaglia, ciclista scomparso da poco, finalizzata a diffondere la cultura della bicicletta e pensata per il Gruppo Abele.

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La mamma era la mia casa

La mamma era la mia casa allora
una tana, un guscio, un’enorme noce
di latte, una patria in cui stavo
rannicchiata.

La poesia, la musica, le arti hanno raccontato spesso, con la delicatezza di un verso, i colori di un’immagine, la soave leggerezza di una nota, la maternità.

Mamme, madri, pezzi di mondo fatto ad arte, come in questo piccolo passaggio della poetessa Mariangela Gualtieri.

In ognuno di questi piccoli pezzi di arte, c’è sempre una componente in comune: la mamma è la sicurezza, la certezza, la cura. Donna affatto angelica, ma in ogni caso la sola che ha nelle mani e sottopelle il miracolo di rassicurare. Leggi tutto

In questa primavera, un germoglio si chiama In-tessere

Un anno esatto fa, se avessimo potuto camminare tra i corridoi che percorrono la Drop House, avremmo sentito il ticchettio delle macchine da cucire accompagnato dal rumore netto di forbici intente a tagliare stoffe e tessuti; in sottofondo, il brusio di voci di donne, di allieve impegnate a seguire la loro insegnante.

Il Covid, una parola alla quale presto ci siamo dovuti abituare, ci ha obbligate a riprogrammare quel meraviglioso progetto nato dalla volontà di creare un’occasione di riscatto ed emancipazione attraverso il lavoro: la scuola di sartoria popolare del Gruppo Abele, In-tessere. Protagoniste di questo percorso loro, le donne che quotidianamente vivono gli spazi della Drop House.

C’è voluta molta pazienza per ridimensionare e riadattare il percorso formativo alle nuove esigenze di sicurezza e ai numeri ridotti. C’è voluto tempo, ma abbiamo sentito forte il bisogno delle donne di ritrovare quello spazio a loro dedicato. Ci siamo sentite responsabili del loro desiderio di normalità.

 

E così, all’inizio di marzo 2021, dopo una lunghissima pausa forzata, è partito il primo corso, con Sanaa, Joy e Josephine come prime corsiste e con la stilista Silvia Maiorana, ideatrice e titolare dello spazio di Cucito Condiviso, a guidarle in questo percorso.

Con entusiasmo hanno iniziato a frequentare le lezioni per imparare a creare, o meglio, a esprimersi attraverso la loro fantasia e colorati pezzi di stoffa.

Da questo corso nasceranno delle creazioni sartoriali e originali che non vediamo l’ora di vedere e di proporvi, forse già da questa estate.

 

 

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Tre anni di Comunità Papà-Bambino

Da quando i primi papà sono arrivati insieme ai loro bimbi la Comunità Papà-Bambino del Gruppo Abele nel frattempo è cresciuta. C’è sempre qualcuno – papà, bambini, volontari – che ride, piange, grida. C’è gioia, c’è frustrazione a volte, c’è calore, c’è speranza. C’è vita.

All’inizio non è stato facile, come ci ha raccontato Simone, uno dei primi papà accolti al Gruppo Abele. Di continuo si chiedeva se quello da cui lui e il piccolo Marco si stavano allontanando li avrebbe marchiati per sempre, o se quella comunità potesse davvero essere un’occasione di cambiamento. Ma è stato Marco, a modo suo, ad aver preso per mano il papà e avergli suggerito di buttarsi a capofitto, di lasciare andare il buio e lasciare entrare la nuova luce che i volontari e gli operatori cercavano di trasmettergli.

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Il fascino delle piccole cose

Giada è una giovane donna, amante dei viaggi e dai gusti singolari. In ogni sua avventura rimane affascinata dai mercatini di antiquariato, da quelli più grandi come Bermondsey market di Londra o quelli delle rue di Parigi, a quelli più piccoli della sua città natale. Fin da piccola, girando tra le bancarelle del Balon di Torino, rimane meravigliata dallo stile unico ed inconfondibile del brocante.

 

Giada, animo sensibile al fascino delle piccole cose, prova una grande curiosità per l’antiquariato. La diverte molto recuperare vecchi oggetti e ridargli vita all’interno della sua casa dagli ambienti moderni. Ma come sceglierli? Il suo talento è quello di riuscire a percepirne le emozioni che le permettono di andare oltre al valore commerciale e all’aspetto antico.

Esiste un posto a Torino dove Giada ama rifugiarsi: lo chiamano “centro commensale”. Si dice che all’interno si costruiscano comunità, cultura, convivialità. Leggi tutto

Pacchi spesa per famiglie in difficoltà: la distribuzione non si ferma

Se l’insorgere della pandemia ha causato da un lato molte sofferenze e restrizioni, è anche vero che dall’altro ha portato a maggiore corresponsabilità tra cittadini e vicinanza alle persone più in difficoltà.  “Torino solidale” ne è un valido esempio. Un’iniziativa del Comune di Torino a cui fanno parte una rete di associazioni, tra cui il Gruppo Abele e altri enti del terzo settore.

L’obiettivo è tamponare con misure temporanee la crisi economica e la mancanza di beni primari presente all’interno di quei nuclei familiari già poveri. Un’iniziativa che è partita a marzo 2020 e che continuerà fino a giugno 2021.

Nello specifico la nostra associazione, già dal dal 3 dicembre 2020, è diventata uno dei punti di snodo e di distribuzione di pacchi spesa contenenti derrate alimentari che, di fatto, completa il lavoro che già avevamo iniziato nel primo lockdown.
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Un’installazione artistica per illuminare le vite di mamme e bambini

La forma richiama quella di un enorme albero. Una sorta di cono rovesciato e screziato di luce e riflessi, luce che cambia a seconda del giorno e delle sue ore, e anche quando è notte lo vedi che il cono è lì, che intercetta quelle poche lame di luce che tagliano il mondo: il fascio d’un lampione, la luna quando è molto forte, una spia più sfrontata delle altre. L’installazione così mi parve da luce rifratta, curata dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli (uno dei più importanti Musei d’arte contemporanea d’Italia), si alza da qualche giorno a Binaria, il nostro centro commensalle.

Alta fin quasi sotto al soffitto, gioca con le inclinazioni del sole e con l’illuminazione degli ambienti, proprio come in quel passo del Purgatorio nella Commedia che le dà il nome: così mi parve da luce rifratta/come quando da l’acqua o da lo specchio/salta lo raggio all’opposita parte.

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15 novembre – Giornata Mondiale dei Poveri: cercaci sulla strada

Non scendiamo dalle stelle, cercaci sulla strada

 

 

Tre donne sotto la pensilina della fermata di un autobus, due carrozzine al loro fianco e un bambino, più grande, tra di loro. Intorno, la periferia di una città industriale, in un giorno d’inverno, con quelle strade che quando scende la neve non fanno cartolina: piuttosto diventano scivolose, insidiose per chi cammina e per le ruote delle macchine.

In occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, vogliamo presentarvi e raccontarvi il presepe del Gruppo Abele e i personaggi che lo abitano. 

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Dona dove c'è più bisogno

Dal 1965 il Gruppo Abele accoglie e sostiene le persone più fragili e contribuisce alla realizzazione di una società più giusta e solidale. Nel corso di cinquant’anni le nostre attività si sono ampliate e rinnovate nello sforzo di rispondere a bisogni sempre nuovi, senza mai scostarsi dall’anima e dal fine ultimo del nostro impegno: la dignità e la libertà delle persone.

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La valigetta con l'indispensabile

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In Africa con bambini e ragazzi

Il Gruppo Abele è impegnato da anni a Grand Bassam (Costa d’Avorio) dove svolge corsi di alfabetizzazione, visite ambulatoriali e anima una biblioteca pubblica.

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Un posto a tavola

Attente all’unicità delle persone e delle loro storie, le comunità del Gruppo Abele offrono un sostegno calibrato a seconda delle esigenze e dei problemi: dipendenza da droghe, situazioni legate all’HIV/AIDS, traumi frutto di violenza famigliare, riscatto dal mercato della tratta e della prostituzione.

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Libere dallo sfruttamento

Il Gruppo Abele è da sempre vicino alle persone costrette a prostituirsi, offrendo loro ascolto, riconoscimento e accompagnamento nella costruzione di una nuova vita.

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Accoglienza migranti

Il Gruppo Abele è impegnato nell’accoglienza di migranti e richiedenti asilo. Sostenerli affinché per loro possa esserci un nuovo futuro è un dovere che nasce dal riconoscersi gli uni con gli altri e rappresenta una questione di civiltà e umanità, nonché un valore che va salvaguardato e coltivato.

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Cura delle dipendenze e comunità di accoglienza

Offriamo sostegno e alloggio per persone che vivono problemi di dipendenza da alcol, da sostanze stupefacenti, da Internet, da gioco d’azzardo, a persone in HIV/Aids.

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Protezione delle vittime

Incontriamo e accogliamo vittime di tratta e sfruttamento, vittime di reato, di violenza familiare e di genere. Attraverso l’Unità di Strada interveniamo nella tutela delle persone che si prostituiscono, offrendo loro ascolto, riconoscimento e accompagnamento nella costruzione di una nuova vita.

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Povertà e inclusione sociale

Il Gruppo Abele gestisce un centro che di giorno accoglie donne e bambini che vivono situazioni di vulnerabilità, e che di notte si trasforma in un dormitorio, aperto tutto l’anno, per chi è senza fissa dimora. Il centro offre accoglienza, accompagnamento, così come una risposta ai bisogni essenziali delle persone. Offriamo corsi di italiano e percorsi di integrazione per persone migranti. Da marzo 2020, per far fronte allo scoppio della pandemia, il dormitorio è diventato un servizio aperto h24.

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Famiglie vulnerabili

Le famiglie trovano spazi di incontro, sostegno e convivialità al Gruppo Abele; quelle più fragili possono rivolgersi ai servizi di prima accoglienza, o possono cercare un affiancamento nelle fasi più delicate del processo educativo.

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Educazione, formazione e prevenzione

Incontriamo giovani con cui attiviamo percorsi di sostegno, e a cui offriamo informazioni su salute, scuola, casa e lavoro. Svolgiamo laboratori e formazione nelle scuole, progetti di cittadinanza attiva contro l’esclusione e la povertà e per la giustizia sociale. 

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Cooperazione internazionale

In Costa d’Avorio, a Grand Bassam, siamo presenti da 36 anni con il progetto Communautè Abel. Coinvolgiamo giovani e donne in difficoltà in corsi di alfabetizzazione e formazione professionale, offriamo assistenza sanitaria e una mensa per bambini e ragazzi di strada.

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Kit emergenza freddo

Presso il Drop-in, la nostra porta aperta sulla strada,  forniamo alle persone accolte un kit emergenza freddo comprensivo di calze termiche, coperte o sacchi a pelo, una maglia termica, un giaccone.

€ 100

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Incrementiamo i certificati di nascita

 

In Costa d’Avorio, nonostante le tasse di iscrizione a scuola non siano alte, pagarsi gli studi diventa impegnativo per i cosiddetti “costi annessi”: il “biglietto di entrata”, una fornitura di risme di carta e prodotti di igiene che viene richiesta a ciascun allievo, corsi di recupero… Per le famiglie in difficoltà, questo comporta spesso l’abbandono della scuola, in particolare per le ragazze che, in alcuni casi, ricorrono alla pratica della prostituzione per pagarsi gli studi. Negli ultimi 3 anni, abbiamo sostenuto 27 giovani donne; alcune di queste non hanno ancora terminato il percorso scolastico ed altre se ne sono aggiunte.

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Contrastiamo l’abbandono scolastico

Dal 2010 lavoriamo fianco a fianco di quei giovani che hanno meno strumenti e risorse, con reti sociali più ristrette e con più difficoltà ad accedere ai servizi presenti sul territorio. C’è chi ha perso il lavoro, chi ha finito gli studi o ha abbandonato la scuola, chi vorrebbe trovare un’occupazione, ma non sa da dove iniziare. Gli operatori e le mediatrici culturali del B.I.M.- BUS INFORMATIVO MOBILE -, incontrano i giovani attraverso un furgone allestito da ufficio mobile, e ascoltando i loro bisogni e desideri, li aiutano ad orientarsi nella ricerca del lavoro, di un corso professionale, nella conoscenza dei servizi e delle opportunità a cui possono aver accesso.

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Acquistiamo una nuova caldaia

Dobbiamo acquistare una una nuova caldaia necessaria all’interno di una grande struttura che ospita diverse realtà, tra cui la prima comunità papà bimbo in Italia, dove, su segnalazione dei servizi sociali e del Tribunale dei
Minori, sono ospitati padri e bambini in particolari condizioni di difficoltà.

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Accanto a chi non può #restareacasa

In questo momento difficile non possiamo perdere di vista la condizione in cui versano gli ultimi: quelli che una casa non ce l’hanno e si affidano all’accoglienza del nostro dormitorio; quelli per cui restare a casa significa sottoporsi a una violenza; le donne e gli uomini che vivono nelle nostre comunità con i loro bambini. Le donne vittime di tratta e sfruttamento che trovano rifugio nella casa di fuga. Le persone migranti con gravi problemi sanitari che continuiamo ad accogliere in una delle nostre case.

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Raddoppiamo le aperture del Drop-in

La Drop House, la nostra “casa” aperta alle donne più vulnerabili e ai loro bambini, ha bisogno di te!

Anche in questo tempo di crisi affianchiamo donne in difficoltà e creiamo per loro spazi di incontro, di formazione, una scuola di italiano, una sartoria, sostegno scolastico per i loro figli, percorsi di psicomotricità per i bambini con particolari fragilità nel percorso di crescita. In questo contesto, in cui si crea una relazione di fiduciariescono a chiederci aiuto le donne che stanno vivendo situazioni di particolare fragilità e la Drop House diventa così un importante punto di riferimento per affrontarle

Altre modalità di donazione

Bonifico bancario

Intestazione: Associazione Gruppo Abele Onlus – Banca Popolare Etica – IBAN IT70R0501801000000014411557

Conto corrente postale

C.C.P. 17044108 intestato a: Associazione Gruppo Abele Onlus – Corso Trapani, 95 – 10141 Torino

Presso la nostra sede

Puoi donare direttamente presso la nostra sede sociale in corso Trapani 91/b – 10141 Torino

Donazione regolare

Scegli di sostenerci con una donazione regolare, per camminare con noi ogni giorno.

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Una porta sulla strada

Per chi è vittima di dipendenze (droghe, gioco d’azzardo, internet) ma anche per chi vive situazioni di povertà, vulnerabilità e disagio esistenziale, il Gruppo Abele offre un servizio di ascolto e di orientamento e una struttura di prima accoglienza.

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Come utilizziamo i fondi?

Scegliere una bomboniera del Gruppo Abele significa voler sostenere l’associazione nella sua missione di stare a fianco a chi affronta un momento difficile. Significa anche accompagnarlo in un percorso per recuperare un posto nella società che lo ha messo ai margini. Significa sostenere il Gruppo Abele nel fare cultura e proporre azioni concrete di cambiamento dando voce a chi è più debole. Puoi scegliere di devolvere la tua donazione dove c’è più bisogno, oppure, se hai a cuore un progetto specifico, puoi scegliere di destinare a quest’ultimo il tuo contributo.

Scopri di più sui nostri progetti leggendo il bilancio sociale

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Le occasioni

Un’occasione speciale da ricordare. Una nascita, una Comunione, una Cresima, una laurea, un matrimonio, un anniversario… Ogni occasione può essere quella adatta per accorgersi anche di chi fa più fatica, unendo il tuo momento speciale con un gesto che non verrà ricordato solo da te e dai tuoi invitati.

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Ordini e termini di consegna

La disponibilità delle bomboniere solidali del Gruppo Abele dipende dalle quantità richieste.

Scegli la tua bomboniera e compila il modulo d’ordine, oppure contattaci 

 Ritira il tuo ordine presso la nostra Bottega, oppure con un contributo di 7 euro provvederemo alla spedizione all’indirizzo da te indicato 

 Effettua la tua donazione tramite bonifico bancario, scrivendo nella causale “bomboniere solidali”

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Perché ci serve il tuo codice fiscale?

Il tuo codice fiscale ci è necessario perché tutti gli enti non profit come l’Associazione Gruppo Abele avranno l’obbligo dal 2020 di trasmettere telematicamente all’anagrafe tributaria i dati riguardanti le donazioni in denaro tracciabili affinché questi siano indicati nella dichiarazione dei redditi precompilata*.

Grazie della tua collaborazione


*Questo provvedimento fa riferimento al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 30 gennaio 2018 e riguarda le donazioni effettuate con bollettino di conto corrente postale, bonifico bancario, carta di credito, ovvero mediante sistemi di pagamento previsti dall’art.23 del D.Lgs.241/1997

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Nelle periferie con i giovani

Gli “educatori di strada” del Gruppo Abele sono attivi nelle periferie e nelle zone più “a rischio” di Torino per costruire con i giovani vie alternative all’emarginazione e all’illegalità.

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Donne che non si arrendono

La Comunità Mamma-Bimbo accoglie donne con figli minori che vivono situazioni di violenza, alta conflittualità familiare e forme di marginalità sociale che possono avere pesanti ripercussioni sulla salute psico-fisica del bambino e della donna.

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Drop-in, la porta aperta sulla strada del Gruppo Abele

Il Drop-in è un luogo in cui chi vive la strada o una situazione di dipendenza da sostanze può trovare un momento di sosta, incontrare operatori disponibili all’ascolto e al sostegno, oltre che usufruire di alcuni servizi di prima necessità.

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La storia della bomboniera

In Bottega a Torino le nostre bomboniere prendono forma e hai la possibilità di farle confezionare scegliendo tra le proposte disponibili. Ci sono bomboniere che partono da più lontano, dalle nostre comunità, come il sacchettino di cotone grezzo che viene cucito a mano dalle ragazze accolte, per poi passare nelle mani esperte delle volontarie che con cura e dedizione le confezionano secondo le tue necessità. C’è il miele Certosa 1515, prodotto in una vecchia abbazia certosina e luogo di sosta e pensiero, nel rispetto dell’ambiente e dei ritmi naturali delle api. Ci sono i tè e gli infusi prodotti dalle donne del carcere femminile di Pozzuoli, oppure le saponette al miele di Amàla, la linea di prodotti per la cura del corpo realizzata con erbe ed essenze provenienti dalle comunità del Gruppo Abele e realtà ad esso collegate.

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