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#IoAccolgo: il Gruppo Abele sceglie tutti i giorni di accogliere

Dalla storia di Vittoria è nato VIC: un posto per sentirsi a casa

Victoria è nata in Nigeria nel 1995 e quando l’abbiamo conosciuta aveva appena compiuto vent’anni. L’abbiamo incontrata dopo aver ricevuto una segnalazione dell’Ospedale Oftalmico di Torino, dove era stata ricoverata per curare il suo occhio destro, gravemente danneggiato dalle percosse ricevute in strada da un gruppo di uomini. L’ultimo episodio di una lunga serie di abusi e violenze che le hanno lasciato segni indelebili sul corpo e nell’anima.

Con tutto il timore di chi ha vissuto nell’inganno e nella paura, Vic – così si è presentata – a fatica ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia. Un anno prima nel suo villaggio è stata avvicinata da una donna che l’ha convinta a seguirla in un paese lontano, per aiutarla a realizzare il suo sogno: diventare parrucchiera e aprire un salone di bellezza tutto suo. Dopo un lungo e difficile viaggio arriva a Torino, ma qui i suoi sogni si infrangono. Viene venduta a delle persone che col ricatto la obbligano a prostituirsi per strada. Per Vic ha inizio un vero incubo, fatto di lacrime, di sofferenza, di ricatti ma soprattutto di paura. Ogni suo tentativo di rifiuto o ribellione termina in violenze sempre più forti, che spesso l’hanno costretta a ricoveri ospedalieri.

Dopo questo incontro Vic è stata portata nella nostra Casa di fuga per vittime di tratta e sfruttamento, per darle un nuovo futuro.

Purtroppo la sua salute era molto compromessa: era sieropositiva e aveva un grave carcinoma. La abbiamo accompagnata fino alla fine, cercando di rendere la sua esistenza più lieve, affinché potesse sentirsi, dopo anni di sofferenza, parte di una comunità accogliente e affinché vedesse garantiti i suoi diritti umani, lungamente disattesi.

Quando è mancata nei primi giorni di maggio del 2016, non volevamo che la sua storia rimanesse inascoltata; ci ha ispirati così a dare vita ad una nuova struttura di accoglienza, un centro per richiedenti asilo o rifugiati con gravi problematiche sanitarie.

Oggi, questo progetto ha già compiuto un anno e si chiama VICsituazioni povertà

Il Progetto Vic è un servizio di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria e umanitaria che necessitano di assistenza e sostegno continuativo nella gestione della vita quotidiana, perché appartenenti alla fascia di persone considerate maggiormente vulnerabili per problemi legati al quadro sanitario. Offre accoglienza materiale, mediazione linguistica-culturale, orientamento e accesso ai servizi del territorio, formazione e riqualificazione professionale, orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo, abitativo e sociale, orientamento e accompagnamento legale, tutela psico-socio sanitaria.

Nel 2018 le persone accolte sono state in totale undici: sette uomini e quattro donne, di età compresa tra i venti e i trenta anni e di nazionalità prevalente nigeriana.

“Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.(art 10 Cost.)

Dona dove c'è più bisogno

Dal 1965 il Gruppo Abele accoglie e sostiene le persone più fragili e contribuisce alla realizzazione di una società più giusta e solidale. Nel corso di cinquant’anni le nostre attività si sono ampliate e rinnovate nello sforzo di rispondere a bisogni sempre nuovi, senza mai scostarsi dall’anima e dal fine ultimo del nostro impegno: la dignità e la libertà delle persone.

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In Africa con bambini e ragazzi

Il Gruppo Abele è impegnato da anni a Grand Bassam (Costa d’Avorio) dove svolge corsi di alfabetizzazione, visite ambulatoriali e anima una biblioteca pubblica.

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Un posto a tavola

Attente all’unicità delle persone e delle loro storie, le comunità del Gruppo Abele offrono un sostegno calibrato a seconda delle esigenze e dei problemi: dipendenza da droghe, situazioni legate all’HIV/AIDS, traumi frutto di violenza famigliare, riscatto dal mercato della tratta e della prostituzione.

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Libere dallo sfruttamento

Il Gruppo Abele è da sempre vicino alle persone costrette a prostituirsi, offrendo loro ascolto, riconoscimento e accompagnamento nella costruzione di una nuova vita.

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Accoglienza migranti

Il Gruppo Abele è impegnato nell’accoglienza di migranti e richiedenti asilo. Sostenerli affinché per loro possa esserci un nuovo futuro è un dovere che nasce dal riconoscersi gli uni con gli altri e rappresenta una questione di civiltà e umanità, nonché un valore che va salvaguardato e coltivato.

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Cura delle dipendenze e comunità di accoglienza

Offriamo sostegno e alloggio per persone che vivono problemi di dipendenza da alcol, da sostanze stupefacenti, da Internet, da gioco d’azzardo, a persone in HIV/Aids.

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Protezione delle vittime

Incontriamo e accogliamo vittime di tratta e sfruttamento, vittime di reato, di violenza familiare e di genere. Attraverso l’Unità di Strada interveniamo nella tutela delle persone che si prostituiscono, offrendo loro ascolto, riconoscimento e accompagnamento nella costruzione di una nuova vita.

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Povertà e inclusione sociale

A Torino il Gruppo Abele gestisce un centro che di giorno accoglie donne e bambini che vivono situazioni di vulnerabilità, e che di notte si trasforma in un dormitorio, aperto tutto l’anno, per chi è senza fissa dimora. Il centro offre accoglienza, accompagnamento, così come una risposta ai bisogni essenziali delle persone. Offriamo corsi di italiano e percorsi di integrazione per persone migranti. 

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Famiglie vulnerabili

Le famiglie trovano spazi di incontro, sostegno e convivialità al Gruppo Abele; quelle più fragili possono rivolgersi ai servizi di prima accoglienza, o possono cercare un affiancamento nelle fasi più delicate del processo educativo.

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Educazione, formazione e prevenzione

Incontriamo giovani con cui attiviamo percorsi di sostegno, e a cui offriamo informazioni su salute, scuola, casa e lavoro. Svolgiamo laboratori e formazione nelle scuole, progetti di cittadinanza attiva contro l’esclusione e la povertà e per la giustizia sociale. 

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Cooperazione internazionale

In Costa d’Avorio, a Grand Bassam, siamo presenti da 36 anni con il progetto Communautè Abel. Coinvolgiamo giovani e donne in difficoltà in corsi di alfabetizzazione e formazione professionale, offriamo assistenza sanitaria e una mensa per bambini e ragazzi di strada.

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Raddoppiamo le aperture del Drop-in

In Drop-in offriamo gratuitamente servizi di prima necessità come la possibilità di fare una doccia, avere un cambio di biancheria e indumenti puliti. Al momento attuale è aperto un giorno a settimana, il nostro obiettivo prevede un’apertura di almeno due giorni a settimana, la presenza alternata di un medico, un giurista e un assistente sociale e l’integrazione tra gli operatori di un mediatore culturale.

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Incrementiamo i certificati di nascita

In Costa d’Avorio vogliamo far fronte a uno dei disagi più grandi che vivono i bambini nati in situazioni di marginalità: quello di non vedere riconosciuto il proprio diritto di esistere. Possiamo aiutarli fornendo loro il certificato di nascita. Solo così potranno iscriversi a scuola, accedere ai servizi sanitari e, un domani, votare.

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Contrastiamo l’abbandono scolastico

Emerge sempre di più la necessità di attivare percorsi volti alla riduzione della dispersione scolastica. A Torino realizziamo in due scuole di Barriera di Milano progetti che mirano a questo. Il nostro obiettivo è di implementare le nostre azioni a sostegno dei ragazzi, degli insegnanti e delle famiglie. 

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Acquistiamo un nuovo sistema di videosorveglianza

Accogliamo in comunità residenziali uomini, donne e bambini che, a causa di esperienze di violenza e sfruttamento, necessitano di un alto grado di protezione. Il nostro obiettivo per il prossimo anno è quello di sostituire i vecchi sistemi di sicurezza e di videosorveglianza per averne di più efficienti.

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Una porta sulla strada

Per chi è vittima di dipendenze (droghe, gioco d’azzardo, internet) ma anche per chi vive situazioni di povertà, vulnerabilità e disagio esistenziale, il Gruppo Abele offre un servizio di ascolto e di orientamento e una struttura di prima accoglienza.

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Come utilizziamo i fondi?

Scegliere una bomboniera del Gruppo Abele significa voler sostenere l’associazione nella sua missione di stare a fianco a chi affronta un momento difficile. Significa anche accompagnarlo in un percorso per recuperare un posto nella società che lo ha messo ai margini. Significa sostenere il Gruppo Abele nel fare cultura e proporre azioni concrete di cambiamento dando voce a chi è più debole. Puoi scegliere di devolvere la tua donazione dove c’è più bisogno, oppure, se hai a cuore un progetto specifico, puoi scegliere di destinare a quest’ultimo il tuo contributo.

Scopri di più sui nostri progetti leggendo il bilancio sociale

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Le occasioni

Un’occasione speciale da ricordare. Una nascita, una Comunione, una Cresima, una laurea, un matrimonio, un anniversario… Ogni occasione può essere quella adatta per accorgersi anche di chi fa più fatica, unendo il tuo momento speciale con un gesto che non verrà ricordato solo da te e dai tuoi invitati.

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Ordini e termini di consegna

La disponibilità delle bomboniere solidali del Gruppo Abele dipende dalle quantità richieste.

Scegli la tua bomboniera e compila il modulo d’ordine, oppure contattaci 

 Ritira il tuo ordine presso la nostra Bottega, oppure con un contributo di 7 euro provvederemo alla spedizione all’indirizzo da te indicato 

 Effettua la tua donazione tramite bonifico bancario, scrivendo nella causale “bomboniere solidali”

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Perché ci serve il tuo codice fiscale?

Il tuo codice fiscale ci è necessario perché tutti gli enti non profit come l’Associazione Gruppo Abele avranno l’obbligo dal 2020 di trasmettere telematicamente all’anagrafe tributaria i dati riguardanti le donazioni in denaro tracciabili affinché questi siano indicati nella dichiarazione dei redditi precompilata*.

Grazie della tua collaborazione


*Questo provvedimento fa riferimento al decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 30 gennaio 2018 e riguarda le donazioni effettuate con bollettino di conto corrente postale, bonifico bancario, carta di credito, ovvero mediante sistemi di pagamento previsti dall’art.23 del D.Lgs.241/1997

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Nelle periferie con i giovani

Gli “educatori di strada” del Gruppo Abele sono attivi nelle periferie e nelle zone più “a rischio” di Torino per costruire con i giovani vie alternative all’emarginazione e all’illegalità.

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Donne che non si arrendono

La Comunità Mamma-Bimbo accoglie donne con figli minori che vivono situazioni di violenza, alta conflittualità familiare e forme di marginalità sociale che possono avere pesanti ripercussioni sulla salute psico-fisica del bambino e della donna.

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Drop-in, la porta aperta sulla strada del Gruppo Abele

Il Drop-in è un luogo in cui chi vive la strada o una situazione di dipendenza da sostanze può trovare un momento di sosta, incontrare operatori disponibili all’ascolto e al sostegno, oltre che usufruire di alcuni servizi di prima necessità.

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La storia della bomboniera

In Bottega a Torino le nostre bomboniere prendono forma e hai la possibilità di farle confezionare scegliendo tra le proposte disponibili. Ci sono bomboniere che partono da più lontano, dalle nostre comunità, come il sacchettino di cotone grezzo che viene cucito a mano dalle ragazze accolte, per poi passare nelle mani esperte delle volontarie che con cura e dedizione le confezionano secondo le tue necessità. C’è il miele Certosa 1515, prodotto in una vecchia abbazia certosina e luogo di sosta e pensiero, nel rispetto dell’ambiente e dei ritmi naturali delle api. Ci sono i tè e gli infusi prodotti dalle donne del carcere femminile di Pozzuoli, oppure le saponette al miele di Amàla, la linea di prodotti per la cura del corpo realizzata con erbe ed essenze provenienti dalle comunità del Gruppo Abele e realtà ad esso collegate.

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