Data: 15/07/2020
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Esce in libreria “La Terra sfregiata”

29 Giu Esce in libreria “La Terra sfregiata”

Data: 15/07/2020

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Mercoledì 1 luglio, per Edizioni Gruppo Abele, esce in libreria La Terra sfregiata. Conversazioni su vero e falso ambientalismo, di Luca Mercalli e Daniele Pepino. Un libro-intervista a tutto tondo sui temi dell’ambiente e dell’ecologia, fra negazionisti climatici e disastri ambientali fuori controllo.

Il paradigma dell’economia capitalistica attuale è quello della crescita infinita: affidandosi alle risorse presenti e alle tecnologie in continua evoluzione, lo scopo è creare sempre più profitto. Tuttavia già nel 1972 il Club di Roma pubblicò il Rapporto sui limiti della crescita, che denunciava l’insostenibilità di una crescita infinita in un mondo limitato come il nostro. Il climatologo Luca Mercalli non ha dubbi: “se si continua così, senza una svolta radicale e immediata nelle politiche e nei comportamenti individuali, questo mondo è destinato a implodere”. Lo dimostrano i fenomeni climatici sempre più estremi, le temperature in crescita, la scomparsa degli ecosistemi che ci mette a contatto con microrganismi patogeni finora sconosciuti: se l’ambiente è malato ci ammaleremo anche noi.

E se sul lungo periodo la Terra avrà una sua evoluzione e assorbirà i colpi di alcune catastrofi temporanee, noi invece no: “dobbiamo avere un antropocentrismo di consapevolezza, che ci porti a  rispettare l’ambiente in cui viviamo proprio perché sappiamo di esserne dipendenti. Se falliamo in questo obiettivo l’umanità scomparirà”.

Nasce da questa riflessione il libro-intervista fra Luca Mercalli e Daniele Pepino, attivista sui temi ambientali. Un saggio che tocca molti argomenti dell’ambientalismo e dell’economia – due ambiti strettamente legati – e le conseguenze sociali dei cambiamenti climatici. Cosa succederà quando milioni di persone saranno costrette a spostarsi da luoghi dove la vita non è più possibile, generando un flusso migratorio che non può essere governato? E a cosa serve l’ambientalismo di facciata delle grandi multinazionali – inquinatrici e responsabili di guerre, conflitti e disastri ecologici – che col greenwashing cercano solo altri margini di profitto mantenendo nei fatti lo status quo?

Si preferisce credere che la colpa di questi cambiamenti non sia davvero nostra – basti pensare a quanti negazionisti climatici tengano ancora banco nel dibattito pubblico – perché altrimenti dovremmo ripensare completamente il nostro approccio all’ambiente, agli acquisti, ai comportamenti personali. Serve una sana paura, come la chiama Mercalli, che ci induca a temere le conseguenze dei nostri comportamenti e ci spinga a cambiarli per salvarci. Abbiamo ancora un po’ di tempo: usiamolo bene.

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