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Insieme a quel corpo naufraga anche la nostra umanità

20 Lug Insieme a quel corpo naufraga anche la nostra umanità

Anche il Gruppo Abele lancia, insieme alla CILD, la Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili, l’appello alle istituzioni nazionali e internazionali perché venga recuperato il corpo senza vita del migrante che, stretto tra i tubolari di un gommone alla deriva, vaga da settimane nel Mediterraneo.

 

Ogni vita merita rispetto. Ogni essere umano è degno di sepoltura. Da oltre due settimane il corpo senza vita di un essere umano è lasciato naufragare nel Mediterraneo. Da oltre due settimane un corpo privo di vita è lasciato in balìa delle onde insieme a quel che resta di un gommone, segno tangibile del suo sogno di raggiungere l’Europa.

Avvistato in un primo momento a 5 miglia dal confine tra la sar libica e la sar maltese, la sua posizione è stata segnalata prontamente, e ripetutamente, alle autorità maltesi e italiane. Nessuno, ad oggi, ha ritenuto opportuno recuperarlo.

Ogni vita merita rispetto. Ogni essere umano è degno di sepoltura e questo dovrebbe valere in terra come in mare. Per questo quel corpo deve essere recuperato. È giustizia. È la nostra cultura a obbligarci a questa scelta. La stessa cultura che in tanti vedono minacciata da popoli e culture più o meno lontani, rischia di morire se noi italiani, europei, rimaniamo fermi a guardare. Se non agiamo.

È l’Antigone che sfida gli ordini di Creonte per dare degna sepoltura al fratello Polinice a mostrarci la strada. Quel corpo da giorni in mare merita sepoltura e proprio a chi avrebbe il potere e il dovere di farlo ci appelliamo: tra le onde del Mediterraneo centrale non sta naufragando solo il corpo senza vita di un giovane uomo, sta naufragando la nostra umanità. Recuperiamolo.

#recuperiamolanostraumanità

 

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