Rassegna stampaIl carcere visto da dentro, la mobilitazione della società civile. L’appello di don Ciotti

Ieri in 37 carceri italiane si sono svolte le ispezioni organizzate dall'Alleanza per l'Articolo 27 della Costituzione, una rete di cui fanno parte 19 organizzazioni della società civile, tra cui il Gruppo Abele e Libera. Nella delegazione entrata a Opera c'era anche don Luigi Ciotti, intervistato da Tg2000

15 luglio | Tv2000
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“Abbiamo visto alcuni reparti, abbiamo visto l’impegno che viene portato avanti, ma anche la fragilità, il grido e il bisogno di attenzione di tanti detenuti” ha spiegato, ai microfoni di Tg2000, don Ciotti all'uscita dal carcere di Opera di Milano. Ieri in 37 carceri si sono svolte le ispezioni organizzate dall’Alleanza per l’Articolo 27 della Costituzione, una rete di cui fanno parte 19 organizzazioni della società civile, tra cui il Gruppo Abele e Libera. L’iniziativa voleva riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni degli istituti penitenziari in Italia. E don Ciotti non ha perso occasione per fare una riflessione sulle alternative alle pene detentive: "Ci si chiede quale sia, in alcuni sistemi di legge, come quelli sulla tossicodipendenza e sui migranti, che poi sono le quote che riempiono di più le nostre carceri, il senso di tutto questo. Ci si chiede quali altre strade o alternative possono essere realizzate", lasciando a intendere come il carcere debba restare un’extrema ratio e denunciando come la nostra società sia prigioniera di semplificazioni riguardo alla detenzione: "Siamo noi che diventiamo prigionieri dei nostri pregiudizi e della mancanza di conoscenza di cosa voglia dire oggi il problema delle carceri in Italia".



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