About Us

La violenza contro le donne è una questione che riguarda tutti

24 Nov La violenza contro le donne è una questione che riguarda tutti

Se l’impatto della pandemia sembra aggravare qualsiasi situazione di fragilità preesistente, la violenza contro le donne non fa eccezione. Fra marzo e giugno, le telefonate al numero verde nazionale 1522 sono più che raddoppiate, passando dalle quasi 7mila del medesimo periodo del 2019 a oltre 15mila. Le richieste arrivate via chat sono invece addirittura quintuplicate (dati Istat).

Nessuna sorpresa fra gli operatori: le violenze all’interno della famiglia sono fra le più diffuse, ed è comprensibile che le pesanti restrizioni imposte in primavera abbiano acutizzato il fenomeno, inasprendo le situazioni di tensione domestica e precludendo ancora di più alle vittime la possibilità di allontanarsi dai partner violenti.

Malgrado l’impegno sul piano informativo, con campagne per incoraggiare le richieste di aiuto, e lo stanziamento di fondi specifici legati all’emergenza, a livello istituzionale la risposta è ancora debole. Lo denuncia Action Aid nel rapporto Tra retorica e realtà. Dati e proposte sul sistema antiviolenza in Italia dove si racconta l’enorme pressione cui sono stati sottoposti i Centri Anti Violenza (Cav) – personale ridotto, difficoltà a reperire alloggi per l’isolamento fiduciario delle vittime – e lo strutturale, gravissimo ritardo con cui ricevono risorse: solo il 10% dei fondi stanziati per il 2019 sono già stati messi a disposizione dalle Regioni.

La comunità mamma-bambino gestita dal Gruppo Abele, nata come struttura socio-assistenziale per donne in situazione di fragilità, vede oggi circa il 60% di ospiti in fuga da situazioni di violenza intra-familiare, accompagnate insieme ai loro figli verso la costruzione di nuove forme di autonomia. Parallelamente, il Gruppo propone interventi socio-psico-educativi rivolti agli autori di violenze. Al momento gli uomini seguiti sono un’ottantina, perlopiù segnalati dai servizi sociali o dalla Prefettura, alcuni arrivati su base volontaria.

Mauro Melluso, responsabile dei progetti per l’associazione, sottolinea l’importanza di guardare alla situazione liberandosi dalle etichette che imprigionano le persone in ruoli passivi. Senza dunque vittimizzare le donne, ma invece valorizzando la loro forza nel provare a emanciparsi da una condizione di vulnerabilità con cause spesso anche socio-economiche. E senza negare agli uomini la possibilità di riscattarsi dai modelli culturali e dalle dinamiche emotive che li hanno indotti alla violenza. Questo per evitare le non rare ricadute, da ambo le parti, in relazioni di tipo patologico, anche a tutela dei figli.

Rientra in quest’ottica il coinvolgimento di alcuni degli uomini in terapia in uno spettacolo teatrale sul tema della violenza di genere: Rebel/Verso la luce, parte del progetto educativo Versus, sarà online il 25 novembre alle 12.45 sul canale YouTube di Piemonte dal Vivo.

 

(cecilia moltoni)