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Lettera a Patrick Zaki

17 Ago Lettera a Patrick Zaki

Il Gruppo Abele è tra i firmatari della lettera indirizzata a Patrick Zaki, studente dell’Università di Bologna arrestato al Cairo il 7 febbraio e detenuto nelle carceri egiziane dal 9 dello stesso mese. A scriverla e promuoverne l’invio, InOltre – alternativa progressista.

 


 

Caro Patrick,
non ti abbiamo dimenticato, e non lo faremo mai. Tu ancora non ci conosci, siamo dei giovani ― studenti, lavoratori appassionati del mondo come te, firmatari di questa lettera insieme ad esponenti del mondo politico, culturale, associativo e accademico ― e vogliamo che tu sappia che ci sono tante persone che non hanno mai smesso di chiedere a gran voce la tua libertà. Abbiamo saputo da poco che la tua custodia cautelare è stata prolungata: un ennesimo abuso che ci ha spinti a scriverti per manifestarti la nostra solidarietà

Questa non è che una delle 199 lettere che abbiamo preparato e spedito, una per ogni giorno che hai passato e passerai in carcere. Dai racconti dei tuoi cari e dei tuoi amici abbiamo imparato a conoscere una persona straordinaria, un cittadino attento agli sviluppi della società e ai bisogni degli ultimi. Il percorso di ricerca che ti sei scelto affinché rispondesse alla tua cornice di valori, il tuo impegno nel sostenere e lottare per i diritti altrui: il tuo esempio è motivo di ispirazione per noi e ci regala una determinazione incrollabile ad impegnarci, perché in ogni contesto risulta più conveniente seguire la strada più semplice, piegarsi, mentre è molto più complicato procedere con la schiena dritta per i sentieri aspri della giustizia, della legalità e dell’etica!

Tu hai scelto questa strada e non è semplice per tutti noi immaginare quanto sia arduo convivere con l’idea che in alcuni casi anche un’attività come lo studio, se vissuta come l’hai vissuta tu, con abnegazione e passione per la verità, possa richiedere a volte un coraggio fuori dal comune.

E non vi è dubbio che tu non abbia combattuto per un’ambizione irrequieta o delusa, ma, bensì per idee indipendenti e non determinate da calcoli opportunistici.

Oggi tutto ciò è raro e va difeso a tutela di coloro che nel proprio piccolo sono nella società, ogni giorno, i veri tedofori della cultura e del valore più autentico della libertà di pensiero e di parola.

In pochi intraprendono e forse sanno davvero quanto sia poco battuta la via della vera emancipazione. Spesso è costato caro ― noi non lo dimentichiamo ― poter esercitare davvero questa libertà, i cui unici vantaggi si registrano esclusivamente sul piano morale, in fatto di dignità e di rispetto di sé.

Una persona a te cara ha scritto: «La paura più grande per una persona in carcere è quella di essere dimenticata».

Patrick George Zaki, te lo ripetiamo ancora a gran voce: NOI non ti abbiamo dimenticato!

Ci impegneremo in tutte le sedi e senza sosta affinché tu possa riabbracciare al più presto la tua quotidianità, la tua famiglia, le tue abitudini, i tuoi amici di lavoro e dell’università. NON MOLLARE.

 



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