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Lettera di solidarietà a Maria Grazia Mazzola

26 Nov Lettera di solidarietà a Maria Grazia Mazzola

Don Luigi Ciotti, il Gruppo Abele e Libera aderiscono all’appello lanciato dall’associazione culturale e di volontariato Cavalieri di San Martino del Monte delle beatitudini, per chiedere spiegazioni della modalità superficiale con cui Rai ha dato notizia, tramite una breve in chiusura dei Tg, sull’evoluzione di un procedimento giudiziario su un’aggressione mafiosa, subita dalla giornalista Maria Grazia Mazzola, inviata speciale del Tg1, il 9 febbraio 2018 a Bari, aggredita e minacciata di morte da una donna boss di Bari, Monica Laera.

Il testo della lettera inviata a Marcello Foa e Fabrizio Salini, presidente e amministratore delegato Rai:

Il 9 febbraio 2018 a Bari l’inviata speciale del Tg1 Maria Grazia Mazzola era stata barbaramente aggredita e minacciata di morte da una donna boss di Bari, Monica Laera, mentre poneva domande su una strada pubblica.
A conclusione delle indagini sono state riconosciute le lesioni e l’aggravante mafiosa:” Ehi! Non venire più qui che ti uccido…!”, le ha detto la boss che è esponente di un clan dominante pericoloso di Bari.
Per una notizia di così rilevante spessore ci saremmo aspettati dalla RAI un maggior impegno mediatico, almeno pari a certe notizie profumate, presenti nel Tg. E invece alla vicenda, tutt’altro che conclusa, in quanto la dott.ssa Maria Grazia Mazzola si troverà come Parte Offesa in un’aula di Tribunale di fronte al clan che l’ha aggredita e minacciata di morte, l’Azienda ha dedicato alla conclusione di indagini solo una breve notizia nei TG senza dare la possibilità ai cittadini di tutta Italia di comprendere la gravità del risultato delle indagini.
Come mai la Rai ha fatto questa scelta? Mettere in chiusura di TG una breve notizia ci è sembrata una scelta che penalizza il diritto dei cittadini a conoscere l’evoluzione di un procedimento giudiziario su un’aggressione mafiosa che ha destato allarme sociale e indignazione nazionale.
Maria Grazia Mazzola poneva domande in nome dell’articolo 21 della Costituzione.
Noi Associazioni della società civile ci rivolgiamo ai vertici della Rai a tutela della storia professionale dell’inviata speciale del Tg1 Maria Grazia Mazzola.
Non vorremmo si ripetesse il rito di circondare di cortine fumogene una giornalista scomoda che divulga notizie sgradite ad ambienti della criminalità organizzata, penalizzandola oltretutto nella carriera professionale. L’arma della solitudine dei liberi e forti è stata troppe volte brandita nel nostro Paese. Non vorremmo si ripetesse.
È compito dei giornalisti vigilare, è dovere dei cittadini protestare, ma è anche obbligo della RAI –che dei cittadini è- tutelare chi, come Maria Grazia Mazzola, da trent’anni si occupa di mafie, con una informazione corretta senza appartenenze politiche, rischiando in prima persona.

A nome di queste Associazioni esprimiamo pertanto:
a) il nostro disappunto per non aver appreso direttamente dalla RAI con completezza di informazione, come la Procura di Bari abbia chiuso le indagini sulla grave aggressione subita da una sua giornalista
b) come intenda sostenere una persona, una donna, il cui impegno professionale e civico è stato ripetutamente e pubblicamente riconosciuto e che riscuote la solidarietà di un amplissimo ventaglio di utenti che pagano il canone.

Siamo tanti, siamo fieri, abbiamo la spina dorsale diritta e vogliamo tutelare chi, rischiando, ci informa.

(lorenzo ferraro, presidente Cavalieri di San Martino)

 

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