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Mafia: a Foggia la Giornata in memoria vittime innocenti

12 Mar Mafia: a Foggia la Giornata in memoria vittime innocenti

12.03.2018 | Ansa

Bari – Terra, solchi di verità e giustizia è il tema della 13/a edizione della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera, che mercoledì 21 marzo, primo giorno di primavera, sarà celebrata per la prima volta a Foggia, che sarà la piazza principale dell’evento. Ma, simultaneamente, in migliaia di luoghi d’Italia, dell’Europa e dell’America Latina, la Giornata della Memoria e dell’Impegno verrà vissuta con la lettura dei nomi delle vittime delle mafie e attraverso momenti di riflessione. Se ne è parlato oggi a Bari, nella sede dell’Ordine dei giornalisti di Puglia, in un incontro promosso dall’Assostampa Puglia che, con la Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), aderisce alla Giornata. All’iniziativa di Assostampa nel capoluogo pugliese, dove la Giornata della Memoria e dell’Impegno si tenne dieci anni fa, è intervenuto anche il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti. “Il 17 e 18 marzo – ha detto Ciotti – ci sarà un’assemblea a Bari in rappresentanza di tutti i familiari delle vittime innocenti della mafia, cui seguirà una veglia”. “Poi – ha aggiunto – molti si trasferiranno su Foggia dove il 21, si terrà la Giornata della Memoria e dell’Impegno voluta dal Parlamento italiano e quindi della nostra Repubblica”. “Sia ben chiaro – ha sottolineato – che si tratta di una memoria viva che ha bisogno di impegno e responsabilità per evitare che diventi celebrazione, retorica della memoria”. La scelta di Foggia viene evidenziata sul sito di Libera dove si legge che “è una città sotto attacco. La Capitanata è una provincia sotto attacco”. “Dall’inizio del 2017 – è scritto – sono 17 le persone morte ammazzate, cui si aggiungono due casi di lupara bianca, su una popolazione di 620 mila abitanti. Un dato tanto impressionante quanto ignoto”. Sul sito si ricordano anche le vittime del caporalato, fenomeno molto diffuso nel Foggiano dove nel periodo estivo si concentrano migliaia di immigrati che vengono impiegati nella raccolta del pomodoro, e che vivono spesso in condizioni igienico-sanitarie precarie.



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