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Mafie, Ciotti: per combatterle serve affrontare povertà e disagi sociali

02 Feb Mafie, Ciotti: per combatterle serve affrontare povertà e disagi sociali

02.02.2018 | Agenzie Varie

Omniroma – Roma – “Le mafie non moriranno mai, se non si affronteranno mai i problemi sociali. Le mafie sono parassiti, la crescita della povertà è per le mafie il terreno più conciliante. Le mafie molto più che nel passato usano il potere del denaro piuttosto delle armi. Non si può tacere non si deve tacere. La politica deve tornare al servizio del bene comune, abbiamo lasciato il campo libero a troppi disonesti. Ci vuole il coraggio della democrazia, ci vuole il coraggio di credere nella politica come strumento di cambiamento e non di potere”. Lo ha detto don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, in occasione del suo intervento alla giornata di apertura dell’evento Contromafiecorruzione presso l’Angelicum Congress. “Mafia e corruzione continuano ad essere un problema di fondo della democrazia del nostro paese: sono i parassiti delle speranze e dei diritti di tutti – ha aggiunto – Dobbiamo essere capaci tutti a valorizzare le cose positive che ci sono e che non fanno rumore. Questo il primo obbligo. Il perché di tutto questo si chiama etica della ricerca e dell’impegno. Non bisogna sentirsi mai arrivati, non dare mai nulla per scontato, avere umiltà di mettersi in discussione”. “La corruzione è il presupposto delle mafie ed è una peste che si manifesta ancora di più nell’intreccio sempre più stretto tra criminalità organizzata, politica ed economia. La lotta alle mafie e alla corruzione necessita di due cose: la simultaneità degli interventi, occorre una strategia e un’azione concordata di tutte le realtà istituzionali e culturali, e poi di costruire una società dei diritti, della giustizia”, ha concluso. 

 

Mafia, don Ciotti: “Sempre più difficile distinguerla da corruzione

Italpress – Roma – “Tra mafie e corruzione è sempre più difficile distinguere, e le mafie, astutamente, continuano a fare quello che hanno sempre fatto usando la forza del denaro invece della forza delle armi. La corruzione è una mano che strozza, ma in guanti bianchi. Le mafie sono parassiti che traggono forza dai vuoti di democrazia. Offrono come favore ciò che non viene garantito per diritto. Le attuali disuguaglianze – la crescita della povertà, lo squilibrio indecente delle ricchezze e delle possibilità – sono il terreno a loro più congeniale”. Lo ha detto don Luigi Ciotti nel suo intervento di apertura all’evento Contromafiecorruzione promosso dall’Associazione Libera all’Angelicum Congress, a Roma. “La lotta alle mafie e alla corruzione necessita di due cose. Che non mancano, ma che vanno rafforzate, potenziate – ha aggiunto -. La prima è la simultaneità degli interventi. La lotta alle mafie non ammette compartimenti stagni perchè le mafie e la corruzione sono un male non solo criminale, ma culturale, sociale, politico, economico. Bisogna combatterle su ciascuno di questi piani contemporaneamente. Occorre una strategia, un’azione concordata di tutte le realtà, istituzionali e sociali, coinvolte in questa battaglia che non è di legalità, ma di civiltà. Le mafie non sono un crimine contro la legge, ma contro la civiltà”.



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