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Non rispondiamo alla pandemia riproponendo le slot machines

23 Feb Non rispondiamo alla pandemia riproponendo le slot machines

Il Gruppo Abele e Libera Piemonte, con un gruppo di 20 tra associazioni e movimenti della società civile – tra cui Acli, Azione Cattolica, Comunità Cenacolo, Comunità di Sant’Egidio, Comunità Papa Giovanni XXIII, Forum delle associazioni familiari del Piemonte, Giuseppini del Murialdo, Commissione regionale per la Pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta, Focolari, Movimento Slotmob, Salesiani, Sermig e Società San Vincenzo de’ Paoli – chiedono insieme che non venga abrogata la legge, approvata nel 2016 all’unanimità, che sta combattendo con successo la dipendenza dall’azzardo. “La legge n.9 del 2016, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, è stata un traguardo di civiltà che ha posto il Piemonte all’avanguardia nell’attenzione alle persone e alle famiglie più fragili e ne ha fatto un esempio per le altre Regioni”. Alla politica si chiede di trovare risposte nuove alle ricadute occupazionali.
Qui di seguito il testo della lettera inviata al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e a tutta l’Assemblea regionale.

Come confermano gli stessi dati regionali, forniti di recente dall’Istituto regionale di statistica IRES e
dall’Osservatorio sulle dipendenze, la legge n.9 del 2016, approvata allora all’unanimità dal Consiglio
Regionale, è stata un traguardo di civiltà che ha posto il Piemonte all’avanguardia nell’attenzione alle persone e famiglie più fragili e ne ha fatto un esempio per le altre Regioni.
Come società civile avevamo ripetutamente sollecitato e attivamente operato perché si arrivasse a tale
provvedimento. Ora si registra che in soli tre anni (2016-2019, prima quindi delle chiusure per Covid) i pazienti in carico ai Servizi Sanitari sono diminuiti del 20% e i giocatori a rischio sono divenuti in proporzione la metà di quelli del resto d’Italia. Ciò naturalmente insieme ad una forte riduzione dei volumi di denaro investito.
Nello stesso tempo l’incremento del gioco on line è stato inferiore a quello registrato nelle altre Regioni.
Il nostro Consiglio Regionale sta concludendo l’iter che dovrebbe portare all’abrogazione di tale legge. La proposta in discussione nelle apposite commissioni propone il dimezzamento delle distanze dai luoghi sensibili, e che non vengano più considerati tali le banche, i punti bancomat e i luoghi di aggregazione sociale.
Facciamo appello al Presidente Cirio e a tutta l’Assemblea Regionale: non possiamo rispondere ai danni della pandemia riportando nei centri abitati le slot machines. Non possiamo riavvicinare tali risposte alle fragilità che questi lunghi mesi hanno fortemente accresciuto.
Siamo consapevoli delle ricadute occupazionali conseguenti all’applicazione della nuova legge, ma chiediamo che si cerchino soluzioni virtuose, in linea con l’art. 41 della Costituzione, dove si ribadisce che la libera iniziativa privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.
Il disastro della pandemia invoca un forte cambiamento nel campo delle scelte economiche, e come tutti sappiamo sono state messe a disposizione ingenti risorse per le necessarie scelte di sostegno e di riconversione produttiva, per un’economia più attenta alle persone. Dal buio di questo tempo difficile non possiamo uscire tornando indietro.



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