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“Pagella in tasca”, percorsi di studio e accoglienza per minori rifugiati

03 Nov “Pagella in tasca”, percorsi di studio e accoglienza per minori rifugiati

Tra le mille vittime del naufragio del 18 aprile del 2015 nel Canale di Sicilia c’era anche un ragazzino di 14 anni. Non conosciamo il suo nome, non aveva con sé i documenti. Ma la pagella della scuola elementare, quella sì, l’aveva ben cucita all’interno della tasca del giubbotto per essere sicuro di non perderla.

Ancora, sei anni dopo, nei primi sei mesi del 2021, più di 700 persone sono morte in mare e più di 13mila sono state intercettate e riportate a forza in Libia mentre cercavano di fuggire dalla guerra, dalle violenze e dalle torture.

Ora, affinché nessun altro ragazzo in fuga dal proprio Paese con il sogno di studiare in Europa debba morire nel Mediterraneo, INTERSOS e UNHCR hanno promosso Pagella in tasca – Canali di studio per minori rifugiati, progetto pilota di percorsi regolari e sicuri di accesso e di studio per permettere ai minori non accompagnati rifugiati – finora esclusi dai corridoi umanitari – di venire in Italia a studiare senza dover rischiare la vita su un barcone.

Pagella in tasca coinvolge 35 minori non accompagnati di 16 o 17 anni fuggiti dalle violenze in Darfur e rifugiatisi prima in Libia e poi in Niger. L’obiettivo è portarli gradualmente a Torino e dintorni. Una piccola goccia nel mare della disperazione, ma che può fare da apripista all’arrivo di tanti altri ragazzini in viaggio da soli. E che offre l’occasione di praticare concretamente valori come l’accoglienza, passando dalle parole ai fatti.

I giovani rifugiati arriveranno in aereo con un visto d’ingresso, evitando così le rotte dei flussi irregolari in Africa e nel Mediterraneo. Ad accoglierli troveranno famiglie affidatarie e tutori volontari, vitto, alloggio, assistenza sanitaria, supporto psicologico e legale, la possibilità di conoscere altri coetanei a scuola e fuori casa, tra sport e altre attività. Conseguiranno la licenza media e proseguiranno il percorso di istruzione e formazione nella scuola superiore o nella formazione professionale. Il progetto garantisce una borsa di studio per 12 mesi, a copertura dei costi di sostentamento, e il supporto ai minori e alle famiglie affidatarie di professionisti (educatori, mediatori culturali, avvocati e psicologi).

I primi 5 ragazzi sono già arrivati, gli altri 30 potranno entrare in Italia man mano che saranno individuate altre famiglie disponibili ad accoglierli. Il criterio principale seguito per individuarli è stata la motivazione allo studio.

Possono offrire la propria disponibilità famiglie e singoli, non sono previsti limiti di età, ma ci sono altri requisiti: avere uno spazio nella propria vita e nella propria casa (una camera dedicata), la disponibilità al confronto e a una vicinanza affettiva non intrusiva e la volontà di accompagnare per un tratto di strada un ragazzo con alle spalle un percorso difficile e un background culturale differente.

La prima fase del progetto è realizzata nel Comune di Torino, dove saranno accolti 15 minori. Per questo, all’inizio, la residenza a Torino o in altri Comuni della Città metropolitana sarà considerata requisito preferenziale.

Per saperne di più è in programma mercoledì 3 novembre alle 21 un incontro online (piattaforma Zoom): per partecipare è necessario iscriversi compilando il modulo a questa pagina. Oppure si può scrivere a pagellaintasca.italia@intersos.org

Il progetto è promosso da Intersos, in partenariato con Unhcr, il Comune di Torino, l’Ufficio Pastorale Migranti della Diocesi di Torino, la Rete Cpia Piemonte, Asai, Terremondo e Mosaico, ed è realizzato con il sostegno della Conferenza Episcopale Italiana (nell’ambito della Campagna Liberi di partire, liberi di restare – Fondi 8 per mille Chiesa Cattolica), della Fondazione Migrantes, di Acri (nell’ambito del Progetto Migranti) e della Fondazione Compagnia di San Paolo.



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