About Us

Quando la guerra diventa crisi climatica e alimentare: le proposte europee rischiano di lasciarci senza cibo oggi e senza terra domani

12 Apr Quando la guerra diventa crisi climatica e alimentare: le proposte europee rischiano di lasciarci senza cibo oggi e senza terra domani

È stata inviata lunedì 4 aprile al Commissario europeo all’agricoltura, ai Ministri e Sottosegretari del Ministero dell’agricoltura e del Ministero della Transizione ecologica e a tutti gli euro-parlamentari della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, una lettera firmata da piccoli agricoltori, agronomi, enti locali, associazioni, divulgatori e studiosi che analizza l’impatto delle proposte della Commissione Europea del 23 marzo scorso sulla sicurezza alimentare, contenute nella Comunicazione “Proteggere la sicurezza alimentare e rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari

La lettera è stata promossa, tra gli altri, da due giovani economisti e agricoltori del Villaggio Agricoltura e Giustizia del network “The Economy of Francesco” ed è stata firmata dai Presidenti di AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica); Libera e Gruppo Abele onlus; UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani); NOCAP (No CAPoralato); AIPEC (Associazione Imprenditori Per l’Economia di Comunione); dal Sindaco ed ex-Sindaco del Comune di Romano Canavese (TO); da Mateusz Ciasnocha di European Carbon Farmers; nonché da diversi piccoli produttori agricoli e divulgatori del settore.

Se già prima del conflitto ucraino per molti piccoli agricoltori non coltivare significava risparmiare, oggi gli ulteriori aumenti dei costi produttivi connessi con la guerra in Ucraina rischiano di trasformarsi in una “guerra tra poveri” per produttori e consumatori, amplificando le già drammatiche conseguenze della “guerra energetica” sulle famiglie italiane.

A preoccupare sono le misure proposte dalla Commissione, in base alle quali gli Stati europei potranno importare cibo e mangimi con livelli di pesticidi più alti di quelli attualmente consentiti e di favorire la produzione di OGM.  Inoltre, si prevedono la riduzione dei prezzi dei concimi chimici di tipo minerario e la sospensione della messa a riposo dei terreni.

Queste misure, oltre ad essere poco efficaci nel breve periodo, sono potenzialmente dannose nel medio e lungo termine. Infatti, la riconversione alla produzione dei circa 9 milioni di ettari a riposo in Europa riuscirebbe a coprire a stento il fabbisogno per un anno del 20% degli europei. Nel medio e lungo periodo, poi, il debole supporto finanziario previsto dalla Commissione, rischia di favorire il lavoro irregolare, mentre lo sfruttamento indiscriminato dei terreni attuato oggi, insieme all’aumento dell’uso di fertilizzanti chimici, rischia di ridurre la quantità di terra coltivabile generando la perdita di biodiversità e la chiusura di molte aziende.

L’unica via possibile, concludono i firmatari, è quella di non abbandonare i piccoli imprenditori agricoli e accelerare da parte di tutti i produttori la trasformazione ecologica del settore, spingendo verso un’agricoltura sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.



Facebook