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“Rescindere il contratto con Frontex”: lettera aperta al Politecnico di Torino

18 Nov “Rescindere il contratto con Frontex”: lettera aperta al Politecnico di Torino

Il Gruppo Abele sottoscrive la lettera-appello che volontari e attivisti impegnati nella difesa della vita e dei diritti umani delle persone migranti inviano all’ateneo di Torino dopo il contestato appalto per la produzione di mappe. “Inaccettabile che all’interno di una università pubblica ci si possa rendere complici di una missione di caccia al migrante”.

Il testo della lettera

Al Magnifico Rettore, alla Prorettrice, ai Gentili membri del Senato accademico e ai Direttori e Vicedirettori del DIST,

siamo volontarie e volontari, attiviste e attivisti, da tempo sensibili e impegnati nella difesa della vita e dei diritti umani delle persone migranti. Vi scriviamo in merito alle recenti notizie che vedono il nome del Politecnico di Torino associato a quello di Frontex.

Nel quotidiano salviamo donne, uomini e bambini dai naufragi nel Mediterraneo e lungo tutte le frontiere interne ed esterne dell’Ue, supportiamo con diverse forme di solidarietà le vittime di politiche europee xenofobe che costringono esseri umani a condizioni di marginalità cronica e ad aspettare per mesi o anni una possibilità di riscatto da un sistema in cui il razzismo è sistemico e la violenza istituzionale è strutturale. Siamo obbligati a fare i conti con politiche miopi e ingiuste da anni, con un modello di gestione del fenomeno migratorio che nello spazio europeo si materializza attraverso la macchina Frontex, un’agenzia para-militare, chiamata a proteggere i confini da una minaccia esterna costruita ad arte, una minaccia che si fonda e si alimenta nella logica coloniale dell’”altro da sé”: del corpo estraneo da espellere a ogni costo.

Dal 1993 le politiche della Fortezza Europa hanno ucciso 44.764 persone: annegate nel Mediterraneo, colpite da armi da fuoco alle frontiere, uccise dopo essere state torturate e abusate, a seguito di deportazioni. Le politiche anti-immigrazione si autoriproducono: quando si alzano i muri, si costringono le persone a cercare rotte meno presidiate e dunque più pericolose; laddove si nega la libertà di movimento si nutre l’industria del traffico di esseri umani. Frontex è operativamente e simbolicamente al centro di questa impalcatura liberticida.

È a questa macchina che si vuole vedere associato il nome del vostro ateneo? È da considerare un vanto la compravendita di servizi con un’agenzia sotto processo alla Corte di giustizia europea per violazione dei diritti umani e che respinge violentemente le persone ai confini violando la Convenzione di Ginevra sul diritto d’asilo? È all’interno di queste contraddizioni che si intende formare le nuove generazioni di ingegneri umanisti?

In quanto coscienti e testimoni di questi meccanismi, non possiamo non provare terrore dinanzi alla progressiva avanzata di Frontex negli ambienti accademici, quando dovrebbero essere proprio gli atenei a farsi portavoce ed esempio di una cognizione dello sviluppo umano che sia fermamente ancorata a principi etici. Ci sembra inaccettabile che all’interno di una università pubblica ci si possa rendere complici di una missione di caccia al migrante, offrendo il proprio supporto alla militarizzazione della frontiera e al pattugliamento aggressivo. L’università non può contribuire alla produzione di potenziali armi strategiche, quali mappe cartografiche, perché attribuirebbe loro un valore scientifico, permettendo dunque a Frontex di utilizzare un materiale presumibilmente neutro, ma che si traduce in passiva partecipazione ad atti inumani e criminali. I dati non sono neutrali, come non lo è il loro utilizzo, tanto più se ad approfittarne è Frontex.

È a partire dai vissuti altrui, di cui raccogliamo infinite testimonianze, che vi invitiamo a riflettere e ad agire, rescindendo il contratto Frontex.

Nell’attesa di un vostro cortese riscontro, vi ringraziamo.

I firmatari:

Associazione Libellula
Associazione Mesa Popular
Baobab Experience
Border Violence Monitoring Network
Carovanemigranti
Forum Antirazzista Palermo
Gruppo Abele Onlus
Lasciateci entrare
Le Veglie contro le morti in mare
Linea d’Ombra
ManidiPace
Mani Rosse Antirazziste
MEDITERRANEA Saving Humans
Melitea
Rete Milano
ResQ
Sea-Watch e.V.
Stop Border Violence
Torino per Moria
Un Ponte di Corpi
Watch-The-Med Alarm Phone
Yabasta! Bologna
Rete Antirazzista catanese
Società della Cura
Abolish Frontex
Agir pour la paix
 


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