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Storie senza dimora (anno secondo)

``E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello o della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, le tue battaglie altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio``. (Italo Calvino)

Le ragioni di una scelta. 
Circa un italiano su otto svolge attività gratuite a beneficio di altri o della comunità; in Italia il numero di volontari è stimato in 6,63 milioni di persone, (tasso di volontariato totale pari al 12,6%). Sono 4,14 milioni i cittadini che svolgono la loro attività in un gruppo o in un’organizzazione (tasso di volontariato organizzato pari al 7,9%) e 3 milioni si impegnano in maniera non organizzata (tasso di volontariato individuale pari al 5,8% – fonte Istat). Il volontariato è quindi un vero e proprio soggetto sociale che risponde a bisogni nuovi e antichi con l’erogazione di prestazioni e servizi che integrano, o talvolta sostituiscono, quelli offerti dalle organizzazioni pubbliche o private. Negli ultimi anni, si è passati da un’idea del volontariato come esperienza e modalità di aiuto/supporto, fatta coincidere con comportamenti caritatevoli, a una sua lettura come fenomeno della preoccupazione di garantire giustizia sociale. Si tratta, quindi, di una realtà complessa e variegata nella quale si possono osservare fattori di natura politico-sociale, ma anche motivazioni personali e collettive che rimandano a un’esigenza di sviluppo e consolidamento di un senso di comunità e di impegno sociale.

Il percorso. 
Il laboratorio, svoltosi nel periodo dicembre 2017-maggio 2018, ha visto la partecipazione di 9 studentesse della classe 4F e di 2 studenti della classe 3F (inizialmente 5) del Liceo Regina Margherita di Torino, indirizzo Scienze Umane, e si è sviluppato su tre fasi: nella prima sono state messe in atto piccole esercitazioni di scrittura autobiografica, ci siamo soffermate su chi raccoglie le storie di comunità, come si raccolgono e come si riscrivono dopo la raccolta orale; nella seconda abbiamo raccolto le testimonianze dei/delle volontari/volontarie che prestano servizio con il Gruppo Abele, abbiamo sbobinato i colloqui e li abbiamo verificati con i/le protagonisti/e; nella terza, infine, abbiamo rielaborato il materiale raccolto durante i colloqui per ricostruire le storie di ciascun volontario/a.
Con il procedere del lavoro, nelle studentesse e negli studenti si è sviluppata progressivamente una postura di ascolto e di attenzione verso l’altro, unita ad una modalità di auto-riflessione alla quale, purtroppo, nella scuola viene dato poco spazio; da un’iniziale fretta di concludere, tipica dei nostri tempi, poco alla volta hanno cominciato a contattare la possibilità della lentezza e del soffermarsi sui particolari delle vite altrui, riuscendo spesso a rispecchiarsi nei valori individuali che connotavano le motivazioni dei volontari e delle volontarie e riuscendo poco a poco a diventare scrivani intelligenti.
Le scritture allegate sono la ricostruzione dei colloqui e le restituzioni delle studentesse e degli studenti, completate dalle loro riflessioni; abbiamo incontrato quattordici tra volontari e volontarie, ma siamo riusciti a portare a termine undici storie poiché tre studenti, per problemi personali, non hanno completato il percorso.
Ringrazio, innanzitutto, Maria Paola Melis, Lucia Bianco e Maria Rosa Chiavero del Gruppo Abele per il prezioso aiuto e per l’entusiasmo condiviso; le studentesse – Elisabetta Baldi, Antonella Buccino, Francesca Grivetto, Chiara Malusà, Nives Mazzeo, Alice Politi, Martina Provenza, Beatrice Surugiu, Federica Turino – e gli studenti – Davide Caridi e Matteo Tamagno- per l’impegno costante; e, infine, i volontari del Gruppo Abele per la disponibilità e la fiducia. 

(marilena capellino)

Per me raccogliere le storie è stato…

… Entrare in una stanza piena di colori.
… Vivere altre realtà.
… Scartare un pacco regalo per scoprire cosa contiene. 
… Vedere il sole, timido, tra i palazzi.
… Fare un puzzle. 
… Vivere quelle esperienze come fossero la mia.
… Una ballerina di danza classica. 
… Un libro aperto con le pagine bianche.
… Guardare fuori da una finestra. 

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