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Trovare la via, nel volontariato

07 Ago Trovare la via, nel volontariato

Nella mia vita da pensionato sono arrivato al Gruppo Abele nel 2009, grazie a un collega, da anni volontario.
Il primo approccio è avvenuto tramite colloquio con l’ufficio Risorse umane. Quasi a delineare subito la serietà dell’associazione, pur trattandosi di un servizio volontario.
Quando durante quel colloquio mi è stato chiesto cosa desiderassi fare ho ribaltato la domanda chiedendo come potevo essere utile al Gruppo, vista la mia esperienza lavorativa in banca.
Mi è stato proposto di curare le rendicontazioni del settore Prostituzione e Tratta dell’associazione. Ossia, badavo alla gestione economica di quel progetto del Gruppo Abele che si prende cura delle ragazze oggetto di sfruttamento sessuale e compravendita tra organizzazioni criminali. Un bel cambio di tema per un ex bancario!
Nei primi mesi mi sono dedicato alla contabilità della Casetta, come tutti al Gruppo chiamano la struttura che fa da sede per gli uffici di chi lavora nel settore Prostituzione. Anche se riuscivo a avere notizie delle altre attività grazie agli incontri, molto utili, organizzati per i volontari per conoscere i problemi di cui queste si occupano.
Involontariamente cresceva in me il coinvolgimento. Forse, ormai in età di pensione, ero pronto a passare oltre le mie competenze lavorative e acquisirne di nuove.
Così, quando nel 2010, mi è stato proposto di fare l’autista per l’Unità di Strada, ho accettato.
L’Unità di Strada, nel Progetto Prostituzione e Tratta del Gruppo Abele, è un servizio di tutela della salute delle donne e delle persone che si prostituiscono in strada. Insomma, con un’auto si va in giro di notte, nelle zone in cui c’è traffico e si distribuiscono contraccettivi, medicinali e chiacchiere: si sviluppano dei contatti con le ragazze che lavorano sulla strada. Si monitora la situazione.
Mediamente, dal 2010, oltre ai due giorni in ufficio in Casetta, partecipo a una uscita notturna al mese, con un operatore e con la mediatrice interculturale.
Anche se forse è più utile il mio impegno in ufficio, l’attività con l’Unità di Strada, grazie al maggior contatto con le vittime, mi fornisce le motivazioni per il mio volontariato, utili anche a superare le inevitabili problematiche che nel tempo possono sorgere nei luoghi di lavoro.
Negli anni trascorsi, per riuscire a rendermi il più utile possibile, è stato molto importante partecipare a convegni sulle tematiche dello sfruttamento della prostituzione e della tratta di esseri umani. Considerando che la mia preparazione, sino ad allora, era prettamente economico-giuridica posso dire di avere appreso molte cose nuove.
Certo, qualche notte, dopo il giro con l’Unità di Strada, torno a casa con profondo dolore e tristezza, ripensando ai racconti tragici che a volte le ragazze incontrate ci confidano. La drammaticità della vita delle ragazze, per quante esse siano, non cambia mai.
Le ragazze sì, nel tempo sono cambiate. Le ospiti di Casa Gabriela, ossia la casa in cui le ragazze in fuga dalla prostituzione e dai loro sfruttatori, vengono ospitate, anni fa erano in parte provenienti dall’Europa dell’est. Ora sono quasi esclusivamente di nazionalità nigeriana.
Un altro cambiamento è economico: purtroppo abbiamo dovuto ridurre da due ad una le uscite settimanali dell’Unità di Strada. Negli anni, si sono notevolmente ridotti, sia come numero sia come importo, i bandi dei progetti che ci permettevano di finanziare l’attività.
Anche gli operatori hanno fatto turn over, e i giovani, tra civilisti e laureandi, sono sempre di più. Ed è un buon segnale. Vi è stato anche un forte avvicendamento di volontari, con abbandono del Gruppo anche di persone inizialmente molto motivate. Sintomo che lavorare in questo settore è faticoso.
Infine, di recente è cambiata anche la sede fisica di Casa Gabriela. Il nuovo posto ha un piccolo parco dove le ragazze possono stare all’aperto.

Molte cose sono cambiate in questi anni. Ho cominciato a fare il volontario nel giugno del 2009. Il primo contatto con l’associazione risale però al ’73 quando ho incontrato Luigi Ciotti alla parrocchia Regina Mundi di Nichelino. Già allora quel prete inusuale sensibilizzava e chiamava a raccolta chiunque avesse le forze per occuparsi dei problemi della strada. Io ci ho messo qualche anno ma alla fine ho trovato la via!

(antonio granato, volontario Unità di Strada)



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