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Una scuola di democrazia monitorante per renderci immuni alla corruzione

27 Ago Una scuola di democrazia monitorante per renderci immuni alla corruzione

La crisi COVID-19 ha modificato – e ancora continuerà a farlo – il mondo per come finora lo abbiamo conosciuto, obbligandoci a rapportarci con non ancora stimabili costi umani, economici e sociali. A questi, rischiamo di aggiungervi anche quelli prodotti da una sciagurata azione tutta umana: fin dall’inizio della pandemia, molte voci si sono alzate a denunciare i rischi di infiltrazione mafiosa e opportunità corruttiva nell’attuale situazione. La prevenzione della corruzione, e ancor più lo strumento cardine della Legge 190, la trasparenza amministrativa, diventano quindi priorità in questo momento storico. 

Come Gruppo Abele e Libera, forti del supporto scientifico del Master multi ateneo in Analisi, prevenzione e contrasto della corruzione e della criminalità organizzata, abbiamo voluto raccogliere l’esigenza di dare, alla società civile italiana e alle comunità in cui essa si organizza, un tempo e uno spazio di riflessione per comprendere come contribuire alla prevenzione di queste opportunità tramite quell’azione di vigilanza diffusa che compete a ciascuno di noi. 

Ecco il perché della Scuola Com.mon (COMunità MONitoranti) 2020, dal titolo #commoncovid. Così come le app di tracciamento (come lo è Immuni) avvertono le/gli utenti che hanno avuto un’esposizione a rischio al coronavirus, allo stesso modo Scuola Common 2020 si pone l’obiettivo di avvertire sui rischi di opacità e più ancora di tracciare le opportunità di azione di monitoraggio civico ad opera di gruppi, locali o di interesse, in questo momento storico. 

Da oggi, sono quindi aperte le iscrizioni per partecipare alla Scuola, sia a distanza, tramite piattaforma digitale, sia in presenza (per un piccolo gruppo non superiore a 30 persone, per via della normativa COVID). Ogni dettaglio su forme di partecipazione, struttura del corso, programma e costi è disponibile qui.

Il fine della Scuola Common, giunta alla sua quinta edizione, è tracciare la via verso un più coraggioso modello di trasparenza coerente con le esigenze del presente, che sia a fondamento tanto di una più efficace normativa giuridica quanto di una prassi civica: la trasparenza integrale. Su tale modello di trasparenza vogliamo quindi fondare la democrazia monitorante, la quale potrà attuarsi se saremo in grado di rendere la gestione del bene comune, in tutte le sue forme, pienamente accessibile, fruibile, partecipata, rendicontabile e monitorabile da istituzioni preposte e da cittadini ordinari organizzati in comunità.

La consapevolezza che abbiamo è che la crisi COVID-19 ci abbia posto a un bivio della storia: o sapremo evolvere verso il modello della democrazia monitorante, o il rischio inverso è una non-democrazia opaca, in grado di favorire il dirottamento delle risorse collettive verso interessi illegittimi ad opera di corrotti, corruttori e clan criminali. 

Vi aspettiamo, in presenza o su Zoom, per costruire insieme percorsi di trasparenza, integrità e un nuovo futuro, immune alla corruzione. 

(leonardo ferrante, referente progetto Common – Gruppo Abele e Libera)

 

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