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We are welcoming Europe. Let us Help

19 Apr We are welcoming Europe. Let us Help

let us helpL’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) We are a welcoming Europe. Let us help sui temi dell’asilo e dell’immigrazione è stata lanciata da Migration Policy Group, un’organizzazione indipendente con sede a Bruxelles che si occupa di immigrazione, integrazione, lotta alle discriminazioni e pari opportunità. Venuti a conoscenza del successo della campagna Ero straniero, nei mesi scorsi, hanno proposto ai promotori di seguire l’ICE a livello nazionale e coinvolgere nella campagna organizzazioni e associazioni impegnate su questi temi. 
Il Gruppo Abele aderisce e sostiene la proposta di formulazione di una legge a livello europeo articolata su 3 punti: f
ermare la criminalizzazione dell’aiuto umanitario; ampliare i programmi di sponsorship privata rivolti a richiedenti asilo e rifugiati; rafforzare i meccanismi di tutela e di ricorso nel caso di abusi, sfruttamento e violazioni dei diritti umani, in particolare nella gestione delle frontiere esterne, e garantire l’introduzione di canali di accesso per lavoro.

 

In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario riconoscere il reato di solidarietà.

Nessuno dovrebbe essere perseguito o multato per aver offerto aiuto, assistenza o un rifugio a scopo umanitario. Il fine dei governi è quello di scoraggiare i volontari dal fornire aiuto umanitario e servizi di prima assistenza a coloro che hanno bisogno poiché credono che l’aiuto volontario possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori.

Vogliamo che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali.    Vogliamo che la Commissione Europea modifichi in questo senso l’attuale direttiva dell’UE sul favoreggiamento (2002/90 /CE). #lumanitànonsiarresta

La proposta
La proposta normativa si articola in tre punti principali:
1. Fermare la criminalizzazione dell’aiuto umanitario.
Si propone di riformare la direttiva c.d. “facilitazioni” 2002/90/CE, volta a definire il favoreggiamento dell’ingresso del transito e del soggiorno illegali, per impedire la criminalizzazione di atti umanitari da parte di volontari e attivisti nei confronti dei migranti come sempre più spesso accade.
Base legale: artt. 67(3) e 79(2) del TFUE
Strumento: emendamento alla direttiva 2002/90/CE

2. Ampliare i programmi di sponsorship privata rivolti a richiedenti asilo e rifugiati.
Si propone di modificare il Regolamento (UE) n. 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce il Fondo Asilo, migrazione e integrazione, per incrementare i fondi, modificare il sistema di finanziamento e allargare ad attori della società civile la possibilità di fare da sponsor per l’ingresso in Europa di richiedenti asilo e rifugiati nell’ambito dei programmi di resettlement.
Base legale: artt. 78 e 80 del TFUE.
Strumento: emendamento al Reg. (UE) n. 516/2014

3. Rafforzare i meccanismi di tutela e di ricorso nel caso di abusi, sfruttamento e violazioni dei diritti umani, in particolare nella gestione delle frontiere esterne, e garantire l’introduzione di canali di accesso per lavoro.
Si propone di implementare le misure già previste a livello normativo per garantire alle vittime di abusi, violenze, sfruttamento al di là del loro status, tutela effettiva e meccanismi accessibili ed efficaci di ricorso, a partire da alcune direttive in materia e dal regolamento 1624 del 2016 relativo al ricorso contro possibili abusi da parte della Guardia di frontiera e costiera europea ai confini esterni per una gestione finalmente comune delle frontiere nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Si chiede di portare a compimento l’introduzione di canali di accesso per lavoro, anche non qualificato, a livello europeo.
Base legale: artt. 67(3), 77 e 79(2) del TFUE
Strumento: implementazione dell’art. 72 del Regolamento 1624 del 2016, delle direttive Ue 52/2009, 29/2012, 36/2011 e della direttiva 81 del 2004 del Consiglio.

Il metodo scelto per raggiungere la riforma delle norme europee è l’ICE.
Cos’è e come funziona l’ICE

Che riforma proponiamo



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