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Immigrazione: quanto pesano le bufale

23 Mar Immigrazione: quanto pesano le bufale

bufale immigrazioneÈ uno degli argomenti di cui in Italia siamo apparentemente molto esperti. Dai bar ai talk show, dai palazzi governativi ai vicoli di paese passando per i social: l’immigrazione è argomento alla portata di tutti.
Massimo Introvigne, sociologo torinese, direttore del CESNUR – Centro Studi sulle Nuove Religioni, ha presentato recentemente – a Roma alla Camera dei Deputati e a Torino presso la sede del Consiglio Regionale – una ricerca sull’immigrazione percepita. Ossia l’immigrazione costruita dall’immaginario sociale.
Il campione alla base dell’indagine è piemontese. Le domande sono semplici. I risultati interessanti: “più della metà degli intervistati pensa che gli immigrati nella regione siano più del 20%, esattamente il doppio di quanti sono in realtà, 10%. Più interessante ancora è che oltre l’80% degli intervistati pensa che in Italia la maggioranza degli immigrati sia di religione musulmana, mentre in realtà gli immigrati musulmani sono il 32% contro un 54% di cristiani”, ha spiegato Introvigne.
La ricerca è un estratto dal Rapporto statistico annuale sulla presenza di minoranze religiose in Italia. Rapporto che valuta in 853 la stima di questi gruppi, equivalenti al 3,2% dei cittadini. In crescita rispetto al 2,9 del 2015. In altre parole, il 96% della popolazione non ne fa parte, sono cattolici oppure atei.
Una particolare attenzione di questi tempi è dedicata agli immigrati musulmani. Minoranza che il Rapporto stima, tra l’altro, in calo. Precisamente: “Fra gli immigrati i cristiani sono il 53,8 per cento, mentre i musulmani sono il 32 per cento. Visto che questi dati l’anno scorso erano pressappoco uguali, significa che più immigrati arrivano in Italia e più la percentuale dei cristiani sale”.
Dopo la Brexit e la più recente campagna elettorale americana, anche in Italia abbiamo imparato a utilizzare l’espressione “fake news”. Solo l’espressione, perché quel che dimostra la ricerca è che nella pratica eravamo già esperti. La percezione dell’immigrazione, come di altri temi, influenza in maniera cruciale il clima sociale e le campagne politiche. La parola “invasione”, accanto al numero degli sbarchi aggiornato con solerzia dai media italiani, assume facilmente un peso minaccioso nell’opinione pubblica. Quali conseguenze sulla nostra vita di tutti i giorni? Come la ricerca del professor Introvigne dimostra, quantomeno duplica erroneamente la portata delle cifre. E della paura.

(toni castellano)



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