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La nostra bussola in un mondo che cambia

25 Nov La nostra bussola in un mondo che cambia

WP_20161125_08_46_47_RichQualche settimana fa è salita agli onori delle cronache la notizia che la società di scommesse Intralot avrebbe fatto da sponsor alla nazionale italiana di calcio. Sono seguite accese polemiche, grazie alla crescente consapevolezza del fatto che il gioco d’azzardo costituisce una piaga anche per le fasce più giovani della nostra popolazione.
Di certo suona come un paradosso il fatto che uno Stato che non scommette più sui giovani inviti i giovani a scommettere… Anche di questo abbiamo parlato a #iocivado, il campus organizzato dai giovani del Gruppo Abele per i loro coetanei. Uno spazio libero dove confrontarsi su tematiche importanti come immigrazione e dipendenze, ma anche dove poter condividere i propri dubbi, le proprie frustrazioni e aspirazioni. Perché c’è ancora chi si concede il privilegio di sperare, nonostante tutto. Nonostante il fatto che il tuo potenziale datore di lavoro respinga la tua domanda perché sei omosessuale, nonostante i troppi le faremo sapere, nonostante l’idea che non ci sia proprio nessuno in questo mondo disposto ad accettarti per quello che sei. In questi quattro giorni insieme ci siamo raccontati ma abbiamo soprattutto ascoltato. La storia di Filli, ad esempio, che dal Mali ha attraversato il deserto per arrivare in Italia ed essere emarginato, escluso, etichettato come emergenza da gestire. O quella di Claudio che a 34 anni ha deciso di smettere di giocare d’azzardo e ha ricominciato a vivere. E Massimiliano, con i suoi gesti lievi e il suo enorme coraggio nel portare avanti una battaglia quotidiana contro l’eroina.
Le storie degli altri ci hanno fornito le coordinate per leggere la nostra, per ridimensionare le nostre paure, e soprattutto per comprendere che la nostra esistenza ha senso solo nella misura in cui è orientata all’altro. Perché è solo attraverso la condivisione che possiamo affrontare le nostre paure e incontrare l’Altro, nella sua irriducibile diversità. Ed è proprio in questa diversità, che quando viene accolta diventa un Noi, che cresciamo per davvero.
Le nostre differenze (che non devono mai declinarsi in diseguaglianze) si traducono anche in codici comunicativi diversi, tutti bellissimi. Per questo motivo ad un testo scritto abbiamo voluto corredare un bellissimo dipinto, che racconta, con un linguaggio diverso, la stessa cosa: incontrare l’Altro è viaggio e meta. Ed è l’unica direzione possibile da seguire quando il mondo che ti circonda sembra aver perso la bussola.

(valentina casciaroli e andres serafin, campus #iocivadoIII)



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