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Minori stranieri non accompagnati, le lacune dell’accoglienza italiana

21 Feb Minori stranieri non accompagnati, le lacune dell’accoglienza italiana

 

Negli ultimi anni si è assistito ad un forte aumento degli arrivi in Italia dei minori stranieri non accompagnati (Msna, i cittadini stranieri di età inferiore a 18 anni privi di assistenza e rappresentanza legale), tra i soggetti più vulnerabili dei flussi migratori. Partono dai loro Paesi d’origine per fuggire da guerre e instabilità, alla ricerca di opportunità lavorative o semplicemente di una vita più dignitosa.
L’ultimo rapporto della fondazione Migrantes, Il diritto d’asilo. Minori rifugiati vulnerabili e senza voce racconta la condizione dei giovani migranti nel nostro Paese, tra malaccoglienza, violazione di diritti, vuoti normativi e leggi spesso inadeguate. Detenuti negli hotspot o in centri d’accoglienza straordinari sovraffollati e in promiscuità con gli adulti, i minori stranieri spesso dormono per terra su materassini e utilizzano i bagni degli adulti, con gravi rischi di abusi sessuali. Spesso restano nei centri molto più a lungo degli adulti, a causa della scarsezza di posti disponibili nelle strutture che dovrebbero accoglierli. Molti di loro vengono respinti alle frontiere esterne ed interne dell’Unione europea, in violazione dei trattati internazionali, mentre altri che vorrebbero raggiungere parenti ed amici residenti negli Stati membri sono costretti a rimanere in Italia a causa del protocollo di Dublino. Altri ancora si allontanano dai centri e spariscono nel nulla, spesso perchè vitttime di reti di sfruttamento e prostituzione: è stato stimato che nl 2016 siano scomparsi oltre 5000 minori stranieri non accompagnati.
Tra gennaio del 2014 e novembre 2016 sono giunti in Italia 50 mila minori stranieri non accompagnati. Nel 2016 sono sbarcati nel Sud Italia circa 24 mila Msna, contro i 12 mila del 2015, i 13 mila del 2014 e i 2 mila del 2012. Anche la percentuale sul totale dei migranti sbarcati è aumentata considerevolmente: è stata pari al 14% nel 2016, a fronte di una media del 9% tra il 2012 e il 2015. E il loro numero è destinato a salire nei prossimi anni.

(toni castellano e giacomo pellini)

 



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