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Quattro mura… una casa

04 Oct Quattro mura… una casa

Una comunità è una casa piena di gente. Una comunità nella comunità è una piccola casa dentro una grande casa piena di gente. È difficile pensare ad un modo più semplice per descrivere e raccontare questa esperienza, che nel nostro piccolo abbiamo portato avanti in questi mesi. Io, Jacopo, Silvia e Chiara. Quattro persone molto diverse, con i nostri talenti e le nostre imperfezioni, per un anno siamo stati una famiglia tra le mura di una struttura e un meccanismo più grande. Una comunità, nella comunità.

Il Filo d’erba è una delle comunità del Gruppo Abele (un’altra matrioska che si incastra): si trova a  Rivalta, a due passi dai boschi e la collina. Noi ci siamo arrivati per strade diverse: chi la conosceva da tempo, chi non ne aveva mai sentito parlare prima, chi tramite amici. Esattamente un anno fa ognuno di noi aveva un’immagine diversa di questo posto, ed esattamente un anno fa (dopo vari racconti e decisioni) abbiamo preso quest’immagine e l’abbiamo fatta casa: ci siamo venuti ad abitare. Il Progetto giovani è pensato così: è un’opportunità per chiunque sia curioso di provare un anno di vita in un ambiente comunitario, al servizio delle relazioni e delle mani in pasta; senza particolari obblighi se non la pazienza di “esserci” e mettere un po’ del proprio tempo al servizio degli altri. Per dei giovani è un’esperienza unica: si va via di casa, si prova l’autonomia, ci si mette in gioco e in discussione con i propri pari ma anche con adulti e bambini, altre storie intrecciate al filo. A volte è difficile mettersi insieme e accordarsi, trovare gli equilibri, ma poi si scopre sempre che un modo c’è e si trova sempre, ed è anche divertente.

Vivere in comunità per me, e per noi, è stato questo: l’opportunità di vivere l’incontro ogni giorno, a volte anche in modo impercettibile. Bevendo un caffè insieme, dedicando un gioco ai bambini, spaccando la legna e sistemando gli spazi comuni. Rispondere alle chiamate, alle richieste di aiuto, essere disponibili, leggere una storia, piantare i pomodori, fare un salto all’ecocentro. E poi la sera scherzare insieme, lavare i piatti della cena condivisa e bersi un caffè o un amaro prima di andare a dormire sotto le stelle del giardino.

Come dice Ben Harper, a house is a home even when it’s dark, even when the grass is overgrown in the yard. La casa è una casa anche quando fuori è buio e l’erba in giardino è alta. Insomma, parafrasando… si fa in fretta a fare quattro mura. Ma “fare casa” è un’altra cosa, richiede più dedizione e impegno, anche quando “fuori è buio” e c’è qualcuno che chiede di essere accolto o “l’erba nel giardino è alta” e va tagliata. Ora che è quasi il momento di andare, mi immagino di sedermi lì in mezzo al prato, e di guardarmi intorno nell’ora della sera, quando l’orto è silenzioso e le galline vanno a dormire. Da quel punto del giardino riesco a vedere tutti gli appartamenti, le luci che da dentro illuminano il fuori, nilde (la gatta di tutti) che attraversa il prato e si accoccola su un tavolo di legno. Vedo il cancello rosso, il portone principale, il budello; le porte si aprono, e posso vedere entrare ed uscire tutte le persone che hanno attraversato questo luogo: famiglie, singoli, giovani e vecchi e poi anche noi, eccoci lì. Siamo lì, come un anno fa quando arrivammo portandoci i materassi e le pentole, e poi siamo ancora qui, in questo nostro presente, e poi nel futuro di questa casa di tutti a cui dobbiamo un grosso grazie. Grazie per non essere solo quattro mura e qualche metro di giardino, grazie per essere accoglienza, relazioni, chiacchiere, compiti, caffè e partite a pallavolo, e molto, molto altro.

Ai “nuovi” che arriveranno tra un mese, ma anche a quelli dei prossimi anni, auguro di vivere questo posto con la stessa genuinità con cui si presenta: con gioia e allegria, disponibilità, cuore e pancia. È un posto speciale, non ti ruba tempo, ma te ne dona. Il piccolo che puoi dare diventa una cosa grande, e fiorisce tra i vasi del vivaio e nelle aiuole del giardino.

Andrea Zenoni
Il filo d’erba – Progetto giovani



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