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Andres Oltre lo Specchio

10 Giu Andres Oltre lo Specchio

 

“La scelta più difficile è stata aver finalmente deciso di essere me stesso”. La storia di Andres, la sua coraggiosa e ostinata ricerca di un sé che gli appartenesse fino in fondo raccontata in questa videointervista, è solo una delle tante incontrate dal progetto Oltre lo Specchio, il servizio del Gruppo Abele – interamente finanziato con i fondi otto per mille della Tavola Valdese – che offre sostegno alle persone transessuali/transgender in situazione o a rischio di marginalità sociale. Una storia di ricerca di sé stessi, lunga e faticosa ma al tempo stesso di liberazione.

Tra l’ottobre 2019 e il giugno 2021 sono state supportate nel loro percorso 27 persone. Il progetto prevede un accompagnamento a 360 gradi: dall’accoglienza residenziale, che ha offerto ospitalità a 7 persone, ai contributi economici per l’acquisto di generi alimentari, passando per l’attivazione di tirocini formativi e l’orientamento e accompagnamento ai servizi. A questo si aggiunge il costante lavoro di mediazione con i familiari per far sì che accolgano con il tempo il disorientamento, spesso inevitabile, di fronte a un figlio o coniuge che manifesta la disforia di genere.

Il Gruppo Abele è da sempre attento al tema dei diritti delle persone transessuali. In occasione della promulgazione della legge 164 del 1982 – che per la prima volta riconosceva la possibilità di intraprendere un percorso di transizione di genere chirurgica e anagrafica – ha svolto un ruolo di primo piano nella mediazione tra società civile e rete delle persone transessuali. E quando ancora realtà come gli housing erano lontane dall’essere pensate, l’associazione ha offerto accoglienza residenziale nelle proprie strutture a persone provenienti da tutt’Italia e dato vita alla prima esperienza di convivenza guidata in un alloggio.

“Le persone che si rivolgono allo sportello – spiega Ornella Obert, responsabile di Oltre lo Specchio – hanno un forte desiderio di non essere etichettate e trovare uno spazio in cui potersi esprimere liberamente. La specificità del nostro servizio è di non appartenere a una realtà connotata come LGBT. Se questo in qualche modo ci penalizza, con difficoltà di accesso ai finanziamenti previsti per le associazioni LGBT e a volte una certa diffidenza nei nostri confronti da parte di quelle reti, dall’altra il non essere connotati consente di essere contattati dalle persone più fragili che faticano ad affermare la propria condizione e a chiedere aiuto e dai familiari che spesso manifestano la loro paura con atteggiamenti oppositivi e rigidi”.

L’accompagnamento presuppone dunque l’instaurarsi di un rapporto di fiducia, che non è scontato e richiede tempi lunghi a fronte di bisogni spesso urgenti e di soluzioni veloci e idealizzate, come casa e lavoro. Il progetto, con la condivisione di obiettivi concreti e graduali, offre alle persone un punto di riferimento per i momenti di difficoltà. Per sostenerle nella decisione di dare una svolta al loro percorso. Per essere, finalmente, “Andres e basta”.

 

(luca rondi e toni castellano)



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